Post

Scorie - Non proprio tutti

"Mi sembra di poter dire che tutti riconoscono lo sforzo che questo Governo sta facendo, ma che ancora non basti." (M. Renzi) Tra i governanti, un po' ovunque, c'è chi fa interventi televisivi interminabili, chi si fa intervistare alla radio, chi scrive su giornali e social network. Matteo Renzi fa tutto quanto, prediligendo intervistatori accomodanti (e in questo è in buona compagnia) e la comunicazione diretta con i cittadini. Con cadenza settimanale, Renzi fa conoscere il suo pensiero su varie tematiche tramite la Enews, un buon mezzo per martellare nella testa della gente delle cose dette e stradette a ripetizione, con goebbelsiana perseveranza. Suppongo che sia convinto che, a forza di ripetere che ha abbassato le tasse, tutti quanti finiscano per credere che sia vero. Lo sforzo al quale si riferisce nelle parole che ho riportato è proprio quello relativo alla riduzione delle tasse. Ebbene, io non so quanti ci credano, ma sono sicuro che non sia...

Scorie - Non esistono formule magiche per ridurre il debito

Sono in tanti gli economisti che, negli ultimi anni, hanno cercato soluzioni per ridurre il debito pubblico evitando ristrutturazioni dolorose e "disordinate". Lucrezia Reichlin, coordinando un gruppo di economisti di diversi orientamenti, propone di " instaurare un meccanismo che renda possibile la ristrutturazione del debito pubblico in Paesi non solvibili. E per evitare che ciò sia destabilizzante proponiamo che preventivamente sia concluso un patto per abbattere subito una parte del debito ereditato dalla crisi con un sistema che, a differenza degli eurobond, non implica garanzie comuni ma utilizza risorse quasi esclusivamente nazionali ." In sostanza, si eviterebbe la destabilizzazione tipica di un default, ma non vi sarebbero forme di mutualizzazione del debito tra Stati dell'unione monetaria. In pratica, si prospetta la possibilità di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Secondo Reichlin: " Quando un Paese diventa a rischio si ad...

Scorie - Al G7 l'Italia ha portato lo sguardo del keynesiano all'amatriciana

"L'Italia ha portato uno sguardo neokeynesiano, priorità assoluta condivisa da tutti almeno a parole. Una politica che non mette al centro la ripartenza del sogno e del progetto europeo per noi non funziona. I tedeschi, dal loro punto di vista, hanno qualche preoccupazione in più perché temono un atteggiamento inviso da parte dell'opinione pubblica." (M. Renzi) Al G7 tenutosi in Giappone Renzi ha portato, a nome dell'Italia, uno " sguardo neokeynesiano ", quello che da diverso tempo io preferisco definire "keynesismo all'amatriciana". A suo dire, riscontrando il favore di tutti, " almeno a parole ", tranne i tedeschi per motivi elettorali. In realtà i tedeschi non sono spendaccioni quanto gli altri governi a prescindere dall'opinione pubblica e, in fin dei conti, a portare acqua al mulino keynesiano erano per lo più il Giappone (miglior caso empirico dei fallimenti del keynesismo), gli Stati Uniti e l'Italia. ...

Scorie - #gattopardo2.0

"Poste è una storia di successo. Dieci anni fa sarebbe stata una missione impossibile... stiamo guardando alla possibilità di cedere una quota maggiore e vedere dove possiamo arrivare." (P. C. Padoan) Il governo vorrebbe incassare attorno a 8 miliardi da privatizzazioni, ma, come è noto, nel Paese del gattopardo tutto deve cambiare perché tutto rimanga come prima. Pare quindi che Renzi e Padoan stiano pensando a come incassare soldi dalla cessione di altre quote di Poste, senza perdere il controllo sulla società. Il governo ha ceduto lo scorso ottobre un terzo del capitale di Poste, quotandola in Borsa, sulla base di una valutazione complessiva attorno ai 10 miliardi, incassandone 3,1. Adesso Padoan vorrebbe incassare la restante parte, ma senza perdere il controllo. Come fare? Semplice: si vende un terzo alla Cassa Depositi e Prestiti, che è per l'80% del Tesoro e che, tra l'altro, emette i buoni postali. Quindi con i soldi di chi sottoscrive i buon...

Scorie - Il problema di una moneta non è la scarsità

"È ben probabile che, grazie al carattere open source e alla concorrenza di altre criptovalute, siano superati i problemi tecnici, di sicurezza e di scalabilità, di Bitcoin come sistema di pagamento. Ma i difetti in quanto sistema monetario non sono emendabili. La quantità limitata lo rende deflativo. Quanto questo sia un problema per le imprese produttive lo stiamo apprendendo: quando i prezzi diminuiscono, è più facile fare perdite che profitti. Ma il problema sarebbe ancor più grave se Bitcoin dovesse essere utilizzato per effettuare anche prestiti. Ripagare un debito denominato in un Bitcoin che continua ad aumentare di valore sarebbe sempre più pesante in termini reali. Lungi dal favorire un sistema più equo, Bitcoin, in quanto moneta scarsa, sbilancerebbe ancor più l'equilibrio in favore dei creditori." (L. Fantacci) Luca Fantacci, docente di storia economica all'Università Bocconi, mette in guardia rispetto a quelli che ritiene essere "difetti non em...

Scorie - La flessibilità non dà una mano al ceto medio

"L'Europa ci ha dato i soldi per la flessibilità perché abbiamo fatto le riforme. La Ue ci ha dato ragione. Con quei 14 miliardi noi dobbiamo tenere sotto controllo il debito e dare una mano alle famiglie e al ceto medio." (M. Renzi) Premesso che l'Europa non ha dato all'Italia neanche un centesimo, la flessibilità, che altro non è se non maggior deficit pubblico rispetto a quanto precedentemente concordato con la Ue, è da tempo uno dei mantra di Matteo Renzi. Con la flessibilità si curano i mali dell'Italia, oltre che con le "riforme", che nella narrazione renziana sono identificate in ogni provvedimento legislativo di iniziativa governativa. La flessibilità è il buon vecchio keynesismo all'amatriciana che non ha certamente inventato Renzi: lui sta solo usando parole in parte diverse, ma la sostanza non cambia. La situazione dei conti pubblici e la pressione fiscale testimoniano che di buone intenzioni dei keynesiani all'amatrician...

Scorie - Il problema è il socialismo, la rivoluzione è un'aggravante

"Sembra molto più probabile che il Venezuela abbia sofferto di una variante del destino di altri Paesi che hanno avuto rivoluzioni socialiste… Questo significa che il socialismo sia fallimentare? Certamente no. Le economie di Germania, Francia, Danimarca, Svezia e Regno Unito hanno i loro problemi, ma politiche come la sanità pubblica non hanno impedito loro di diventare società ricche e confortevoli." (N. Smith) Di fronte al disastro (non solo economico) sempre più evidente del socialismo chavista portato avanti in Venezuela da Nicolas Maduro, successore di Hugo Chavez, Noah Smith non si limita a prenderne atto e a concludere (peraltro in forte ritardo) che il socialismo porta alla miseria, oltre a restrizioni della libertà. Al contrario, cerca di distinguere tra socialismo e socialismo rivoluzionario, concludendo che è solo la seconda versione a portare al disastro. A riprova cita i casi di talune economie europee, che avrebbero alcune caratteristiche socialiste e...