Scorie - L'importanza di chiamarsi Ernesto (Maria), 12 mesi dopo
Il 13 dicembre 2024, poco più di 12 mesi fa, Ernesto Maria Ruffini annunciò in una intervista al Corriere della Sera le sue dimissioni da Direttore dell'Agenzia delle entrate (ne scrissi all'epoca), in quanto in dissenso con il governo Meloni. Dato che, non di rado, questo tipo di dimissioni conduce poi a (un tentativo di) fare carriera politica, a precisa domanda Ruffini rispose infastidito:
"Ci sono domande a cui si risponde con un sì o con un no. E la mia risposta è no". Aggiungendo: "Non scendo e non salgo da nessuna parte. Torno a fare l'avvocato."
Anche perché a lui interessava "il bene comune" (per inciso, tutti coloro che chiedono di essere votati dicono di voler essere eletti per fare per il bene comune) e "non occorre diventare giardinieri per prendersi cura dell'aiuola davanti a casa."
Passano 12 mesi e, sempre facendosi intervistare, questa volta dal Foglio, Ruffini, critico nei confronti del PD a guida Elly Schlein, annuncia: "Se ci saranno le primarie del centrosinistra, io mi candiderò".
Evidentemente in questo anno ha realizzato che è meglio fare il giardiniere che l'avvocato per prendersi cura dell'aiuola davanti a casa. Soprattutto quando il giardiniere può imporre ai proprietari di casa quando, come e a che prezzo eseguire i lavori.
Commenti
Posta un commento