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Scorie - Resurrezione effimera

Come è noto, da quando è iniziata l'emergenza Covid-19 è pressoché unanime l'auspicio che le banche centrali monetizzino tutto il monetizzabile (e anche la più grande e senza precedenti espansione monetaria è ritenuta insufficiente dopo pochi giorni). Credo che, al netto di coloro che auspicano la monetizzazione anche in tempi "ordinari", chi pensa alla via monetaria alla salvezza non rifletta a sufficienza sul fatto che la creazione di moneta non genera ricchezza reale. Altrimenti non si vede per quale motivo non si dovrebbe ricorrere a questo strumento sempre e comunque, evitando o per lo meno alleggerendo fortemente ogni sforzo produttivo. Nel consueto sermone settimanale su Milano Finanza, Paolo Panerai conclude con questo P.S.: " Gli italiani sono grandi sottoscrittori di fondi. Per loro dovrebbe intervenire la Bce, affiancando agli acquisti di titoli di Stato e di obbligazioni societarie anche quelli di fondi di investimento, che devono restituire...

Scorie - Quale austerità?

In questi giorni di emergenza da Covid-19, i fautori della spesa in deficit come via alla prosperità hanno accolto con soddisfazione la sospensione del Patto di stabilità da parte della Commissione europea. A loro giudizio questo dimostra che era sbagliato tentare di tenere in ordine i conti pubblici anche prima.  Ovviamente adesso rilanciano con ipotesi di interventi per migliaia di miliardi di euro da monetizzare più o meno integralmente, come se ciò consentisse di produrre ricchezza reale e non consistesse, in realtà, solo di redistribuire l'esistente e non ancora consumato/deteriorato. Altrettanto ovviamente, rincarano la retorica contro l'austerità che avrebbe caratterizzato l'ultimo decennio. Per esempio, ecco le parole di Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl: " Oltre che sospenderlo, il Patto di stabilità va rivisto in profondità, il governo italiano deve intestarsi una proposta di cambiamento profondo. Abbiamo visto che cosa ha comportato ...

Scorie - Legislazione e libertà

Ho letto con interesse un articolo di Carlo Deodato, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, pubblicato sul Sole 24 Ore. L'articolo tratta della compressione della libertà che lo Stato ha progressivamente disposto da quando è iniziata l'emergenza sanitaria. Scrive Deodato: " Tra le tante riflessioni sollecitate dall'emergenza sanitaria in atto, merita un'attenzione particolare quella rivolta a esaminare il rapporto tra i precetti normativi finalizzati a contenere l'epidemia e la sfera dei diritti fondamentali dei cittadini. Si tratta di una questione che si presta a essere scrutinata in una duplice prospettiva: la funzione delle leggi e il rapporto tra autorità e libertà. " Argomento molto vasto e indubbiamente interessante. " In ordine alla prima è sufficiente osservare che le leggi non servono a eliminare il male dal mondo (come creduto da alcuni), ma possono, al più, tentare di correggere, senza alcuna pretesa catartica, la fallace ...

Scorie - Un'idea molto confusa

Mario Turco, sottosegretario alle presidenza del Consiglio, ha avuto un'ideona per finanziare il fabbisogno aggiuntivo derivante dai provvedimenti assunti dal Governo in risposta alla pandemia. Secondo Turco, sarà " fondamentale accelerare la costituzione di una banca pubblica d'investimento che possa, non solo finanziare direttamente opere grandi e piccole, ma anche ricevere dalle banche nazionali parte dei prestiti che queste possono contrarre con la Bce e attrarre il risparmio degli italiani ." Evidentemente la "banca" non sarebbe una banca, altrimenti avrebbe accesso diretto alle operazioni di rifinanziamento presso la Bce. Occorre peraltro precisare che la liquidità è fornita da Bce a fronte di collaterale messo a garanzia da parte delle banche richiedenti. Ma andiamo oltre, perché Turco pensa " a uno strumento alternativo al Btp, che intercetti quella parte di risparmio infruttifero degli italiani giacente sui conti correnti delle person...

Scorie - Una (pessima) idea di Paese

Come ho notato di recente, l'emergenza sanitaria, oltre alla morte di diverse migliaia di persone, ha una conseguenza che temo sia più duratura: un aumento del tasso di statalismo, che peraltro in Italia era già piuttosto elevato. Ecco, per esempio, gli auspici di Maurizio Landini della Cgil: " Come Cgil abbiamo proposto già da qualche anno una agenzia nazionale per lo sviluppo. Servirebbe a indirizzare la grande massa di investimenti che saranno necessari, dalla sanità pubblica al sistema della mobilità e delle infrastrutture, fino alla cultura alla conoscenza e al turismo. Serve un'idea di Paese. " Va riconosciuto a Landini che queste stesse cose lui le dice pressoché ininterrottamente da anni. L'idea sottostante è quella cara a tutti coloro che sono cresciuti a pane e socialismo, per i quali se piove serve più Stato; se non piove serve più Stato; se c'è recessione serve più Stato; se le cose non vanno male serve più Stato per farle andare meglio. ...