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Scorie - Joe è ottimista, gli americani molto meno

Il presidente Joe Biden ha detto di non essere " mai stato così ottimista sull'America ", rivendicando tra l'altro la creazione di " tredici milioni di posti di lavoro e una disoccupazione vicina a minimi storici, anche tra gruppi sociali spesso svantaggiati. " Eppure, a poco più di un anno dalle nuove elezioni presidenziali, solo il 42% degli americani approva l'operato di Biden, mentre se ci si limita all'economia, il tasso di approvazione scende attorno al 30%. A preoccupare gli americani (ma il discorso potrebbe essere fatto anche dall'altra parte dell'Atlantico) è la perdita di potere d'acquisto. E in effetti, anche stando agli indici ufficiali, da quando Biden è in carica i salari sono cresciuti circa del 4% in meno rispetto ai prezzi al consumo. Ciò significa che per una parte di americani le cose sono andate anche molto peggio di così. Difficile, per costoro, essere contenti. Come se ciò non bastasse, l'altra faccia della meda...

Scorie - Chi prende le misure?

Ogni volta che il governo pro tempore mette mano al codice della strada si può stare certi che lo fa peggiorandolo. Tra le novità che stanno arrivando su iniziativa del ministero dei Trasporti guidato da Matteo Salvini non c'è che l'impbarazzo della scelta. Vorrei qui prendere in considerazione un esempio in cui l'Italia ha deciso di scimmiottare altri Paesi, perdendo una buona occasione per non accodarsi a un provvedimento stupido. Si tratta del divieto di superare le biciclette se quando si passa accanto a loro non le si può tenere a una distanza di almeno un metro e mezzo. L'attuale normativa prevede che il sorpasso avvenga con un distanziamento adeguato, ma evidentemente occorreva quantificare. Da quanto ho potuto leggere e sentire, i ciclisti hanno generalmente apprezzato questa idiozia. Idiozia non tanto perché non sia condivisibile superare un ciclista senza passargli a un centimetro, quanto perché è una norma sostanzialmente inapplicabile, se non in caso di inci...

Scorie - Solido?

Dopo anni di politiche monetarie fatte di tassi negativi e acquisti di migliaia di miliardi di titoli a lunga scadenza, le banche centrali si trovano a fare i conti con bilanci imbottiti di attività (i suddetti titoli) che generano interessi (anche quando non negativi) inferiori ai costi delle passività (per lo più le riserve bancarie generate comprando sempre i suddetti titoli), avendo dovuto alzare i tassi mediamente di 4 punti percentuali dopo che l'inflazione dei prezzi al consumo si è ostinatamente rifiutata di essere temporanea, come pure i banchieri centrali avevano sostenuto per buona parte del 2021 e inizio 2022. Se i titoli in questione fossero valutati a bilancio al loro prezzo di mercato, le minusvalenze sarebbero di gran lunga superiori al patrimonio netto, il che, nel mondo reale, equivale a trovarsi in una situazione di insolvenza. E' vero che le banche centrali sono nella condizione di detenere il monopolio legale di emissione di moneta, il che significa che pos...

Scorie - Alcuni danni dell'ambientalsocialismo

I principali esponenti della scuola austriaca di economia fornirono ormai cent'anni fa contributi determinanti per demolire il socialismo. Si pensi, per esempio, alla dimostrazione dell'impossibilità di calcolo economico in un sistema integralmente socialista elaborata da Ludwig von Mises, o ai contributi di Friedrich von Hayek in merito alla diffusione della conoscenza tra una moltitudine di soggetti partecipanti al mercato che necessariamente manca se le decisioni sono centralizzate in capo a pochi individui, con ripercussioni sulla formazione dei prezzi e sul loro valore segnaletico su domanda e offerta. A mio parere, però, l'argomento più convincente a difesa del libero mercato resta sempre quello basato sul rispetto del principio di non aggressione.  In un sistema basato sul rispetto del principio di non aggressione le interazioni e gli scambi sono necessariamente azioni volontarie, quindi gli esiti sfavorevoli per Tizio non sono attribuibili a una compressione di un s...

Scorie - MES: Meschinità e Stupidaggini

Attorno alla ratifica della revisione del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) si sta trascinando da mesi un maldestro calcio al barattolo da parte del governo, che su questo tema rischia perfino di far sembrare viva l'opposizione, la quale pure non lascia passare giorno senza dimostrare la pochezza che offre agli elettori. Si può pensare quello che si vuole del MES, e non ho alcun motivo per tesserne le lodi. Ma dire e ribadire stupidaggini come stanno facendo i capi dei partiti di maggioranza non mi sembra il modo migliore per affrontare l'argomento. Come è noto, l'Italia è l'unico Paese a non aver ancora ratificato la revisione del MES. Lo hanno fatto perfino in Grecia, dove pure hanno dolorosamente sperimentato l'uso della versione originale. Fino a qualche mese fa poteva essere utilizzata la foglia di fico della Germania, in attesa del (solito) parere della Corte costituzionale. Poi anche da Karlsruhe è arrivato il semaforo verde, rendendo sembre più improbabi...

Scorie - ESG: Esperimento Socialista Globale

Sono sempre più convinto che ESG non dovrebbe essere l'acronimo di Enviromental, Social, Governance, ma si Esperimento Socialista Globale. E il vecchio continente gioca un ruolo primario, come nella nascita del socialismo originario. Oltre a fissare una transizione calata dall'alto a ritmi irrealistici, l'Unione europea sta producendo una quantità di norme che mettono a dura prova anche i più entusiasti sostenitori tanto delle istituzioni, quanto dell'Agenda 2030. Aziende anche di medie dimensioni dovranno far fronte a costi significativi per cercare di adeguarsi, anche solo per quanto riguarda la reportistica periodica da produrre. O aumenteranno il costo del lavoro per via della necessità di assumere specialisti della materia, oppure quello delle consulenze. Il tutto per produrre informazioni il più delle volte lette solo da chi le scrive e, forse, qualche burocrate addetto ai controlli. Tutte persone che, in un contesto di libero mercato, dovrebbero con ogni probabil...

Scorie - Aspiranti sultani himalayani

Da quando, 15 anni fa, il Nepal passò dalla monarchia alla repubblica, si sono succedute al governo coalizioni di partiti comunisti. Il Nepal era uno Stato disfunzionale prima e lo è ancora oggi, sotto l'influenza di India e Cina. Ma mentre allora lo Stato aveva entrate per il 13% del Pil e uscite di poco superiori, con un debito pubblico inferiore al 38% del Pil, oggi spende quasi il 27% del Pil e ha entrate pari al 23,5%. Il debito è al 43,8% del Pil. Numeri che farebbero invidia a chi è abituato a pagare le tasse in Italia, ma che segnalano in ogni caso un raddoppio del peso dello Stato, a fronte di servizi che non sono raddoppiati, né in quantità, né in qualità. Negli ultimi due trimestri la crescita del Pil è stata pari a +0,8% e -1,1% rispettivamente, con una previsione per l'intero anno di poco superiore al +2%. Numeri asfittici, soprattutto per un Paese che dovrebbe svilupparsi al traino di India e Cina. Cosa pensate proponga il ministro delle finanze, Prakash Sharan Ma...