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Scorie - Solita retorica antievasione

"L'evasione è un problema diffuso, culturale prima che economico… l'evasione è sempre violazione di norme e ripudio dei doveri civili e, come tale, riprovevole in termini che sono qualitativi e non quantitativi. Dato che è un problema culturale, la via maestra per combattere in modo efficace l'evasione… passa per un cambiamento di mentalità: il che significa, innanzitutto, modificare la percezione dello Stato e della spesa pubblica presso i cittadini." (A. Carinci) Andrea Carinci è professore straordinario di diritto tributario all'Università di Bologna. Ho tratto queste parole da un articolo denso di quella retorica statalista a cui fanno ricorso quasi tutti coloro che si occupano di materie tributarie nelle università italiane. Posso capire la posizione dell'autore: il suo stipendio in ultima analisi dipende dal gettito fiscale che il datore di lavoro riesce a raccogliere con le buone o con le cattive dai cosiddetti contribuenti. Ciò nondimeno, quella ...

Scorie - The (bad) conscience of a liberal (30)

"La politica monetaria in realtà non è una materia tecnica, immune da condizionamenti politici: un'inflazione moderata può essere benefica per l'occupazione specialmente quando un Paese sta cercando di smaltire un forte indebitamento, ma è venefica per lo 0.1% più ricco degli americani; e questo fatto finisce per influire in misura rilevante per la discussione… un gruppo, tanto ristretto quanto influente, che con le politiche di repressione finanziaria finisce per rimetterci." (P. Krugman) Non è una novità che per i keynesiani (e non solo, a dire il vero) le politiche monetarie inflattive siano un rimedio utile a contrastare la disoccupazione e a smaltire una sbornia da eccesso di debito. Ovviamente non si curano del fatto che quella sbornia è stata propiziata proprio da politiche monetarie inflattive e che dare alcool a un ubriaco non è il modo migliore per riportarlo alla sobrietà. Il trade-off tra inflazione e disoccupazione è un must del pensiero keynesiano sul ...

Scorie - Meglio non dare più discrezionalità alle banche centrali

"La discrezionalità delle banche centrali va ribadita, valorizzata, sancita. Può evitarsi che essa scada nell'arbitrio. E' sindacabile ex post, dal Parlamento in primo luogo." (P. Ciocca) Pierluigi Ciocca, attualmente docente universitario dopo una lunga carriera in Banca d'Italia dove è stato anche vice direttore generale, auspica una revisione abbastanza profonda nelle regole che disciplinano l'attività delle banche centrali, soprattutto nell'Area Euro. A mio parere si tratta di proposte che finirebbero per complicare i problemi che nelle intenzioni del proponente dovrebbero risolvere. Già l'incipit, in cui sostiene che debba essere "ribadita, valorizzata, sancita" la discrezionalità delle banche centrali, mi sembra preoccupante. Capisco che chi ha lavorato a lungo proprio in una banca centrale abbia la mentalità tipica di chi ritiene di poter guidare l'economia come se fosse un autobus, e che per farlo l'ideale sia avere la maggi...

Scorie - Tetti indecenti

"Le remunerazioni dei dirigenti di banca sono cresciute in proporzioni assolutamente indecenti. Bisogna che se ne parli con la piazza finanziaria, non possiamo avere un sistema bancario inefficace e remunerazioni che s'impennano ai livelli sproporzionati che abbiamo davanti agli occhi." (A. Montebourg) Così si è espresso Arnaud Montebourg, ministro dell'Economia francese, convocando poi i top manager delle principali banche transalpine, non è chiaro se per esercitare moral suasion o usare minacce più esplicite. Non credo che il governo dovrebbe occuparsi delle retribuzioni di persone che lavorano per società che hanno azionisti privati in base a contratti liberamente stipulati tra le parti. Ognuno può ovviamente ritenere indecente quello che vuole, ma penso sarebbe bene evitare di usare la legislazione per calmierare quello che si ritiene indecente e che, però, è stato liberamente contrattato tra due soggetti. Nel caso degli stipendi dei manager bancari, tra l'a...

Scorie - Liberalizzazioni gattopardesche

"Parlare di necessità di liberalizzare le professioni significa utilizzare un luogo comune, smentito dai numeri: gli Ordini sono 27, gli iscritti 2,3 milioni. Cifre che non hanno confronto in Europa. Non è vero che sfuggiamo al cambiamento, anzi. Ma occorre prendere le mosse dal mercato professionale nelle sue reali dimensioni." (M. Calderone) Marina Calderone è Presidente del Consiglio nazionale dei Consulenti del lavoro e del Coordinamento degli Ordini. A suo parere chi vorrebbe una liberalizzazione delle professioni utilizza un luogo comune smentito dai numeri. Dato che gli ordini sono 27 e gli iscritti ben 2,3 milioni, secondo Calderone non esiste alcun problema. Per mettere una pietra tombale sulla discussione, poi, aggiunge che si tratta di "cifre che non hanno confronto in Europa". A me questo francamente sembra un autogol: quelle cifre non hanno paragone in Europa semplicemente perché nessun altro sistema europeo è basato su un corporativismo pervasivo qua...

Scorie - Soluzioni che aggravano i problemi (bis)

"Tutti i moderati italiani possono riconoscersi nella ricetta europea concreta e coerente di Forza Italia lanciata da Silvio Berlusconi: una UE politicamente forte, non debole come nella crisi ucraina, con una politica economica rifondata e rinnovata, la possibilità di sforare il tetto del 3 per cento e i vincoli del Fiscal Compact, e una Banca centrale che diventi un potente strumento di crescita in quanto prestatrice di ultima istanza capace di emettere eurobond." (A. M. Bernini) Anna Maria Bernini, vice presidente vicario di Forza Italia a palazzo Madama, si è subito impegnata a diffondere il messaggio di Berlusconi in vista delle elezioni europee. Non ci sono grandi elementi di novità rispetto agli ultimi mesi, ma confesso che l'emissione di Eurobond da parte della BCE non l'avevo ancora sentita. Già Tremonti, tra gli altri, aveva auspicato l'istituzione degli Eurobond come via per mutualizzare una parte del debito pubblico italiano (facendolo in sostanza pa...

Scorie - Soluzioni che aggravano i problemi

"Una norma da eliminare è sicuramente quella contenuta nella riforma Fornero che innalza l'età pensionistica a 67 anni: una delle conseguenze è il blocco del turnover e dell'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro… è questa una delle principali cause dell'anomalo aumento della disoccupazione, soprattutto giovanile. Su questo punto bisogna intervenire piuttosto che inseguire inesistenti rigidità del mercato del lavoro." (C. Damiano) Cesare Damiano, già ministro del Lavoro nel secondo governo Prodi e attualmente presidente della commissione Lavoro della Camera dei deputati, ritiene che l'aumento della disoccupazione sia contrastabile abbassando l'età pensionistica (anche se lui parla di flessibilità). Al tempo stesso, ritiene "inesistenti" le rigidità del mercato del lavoro. Sul secondo punto l'opinione di Damiano si scontra con quella della quasi totalità dei datori di lavoro; io credo che sarebbe irrealistico (e anche ridicolo) considerar...