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Scorie - La lezione mai imparata dagli illusionisti monetari

Come è noto, in Italia c'è abbondanza di esperti, o supposti tali, che si dilettano ad avanzare proposte ora per abbassare il debito in rapporto al Pil, ora per rinvigorire la crescita economica con provvedimenti apparentemente semplici e senza controindicazioni. Tra costoro vi sono indubbiamente Paolo Becchi e Giovanni Zibordi, i quali, da ultimo, propongono che lo Stato emetta BTP e, con le somme incassate, compri azioni da dare gratuitamente ai giovani italiani desiderosi di mettere su famiglia. D'altronde, sostengono i nostri, in giro per il mondo gli Stati fanno cose del genere. " Proviamo a pensare qualcosa di non ortodosso. Nel mondo di oggi esistono Stati che, tramite la Banca centrale o il proprio fondo sovrano, comprano azioni… Perché non possiamo farlo anche noi? Un'idea: il governo italiano emette 20 miliardi di BTP, compra azioni italiane e le distribuisce alle coppie giovani con figli o che fanno figli. Le vincola per uno o due anni e queste per...

Scorie - Poco benessere, men che meno equo e sostenibile

Sarà che stava scrivendo la premessa alla Relazione da inviare al Parlamento sul Bes, il Benessere equo e sostenibile, ossia una delle trovate politicamente corrette a cui in Italia ci si attacca quando gli indicatori alternativi, per esempio il Pil, non segnalano benessere.  Non che io ritenga il Pil, per come è costruito, esente da critiche, ma non è di questo che intendo occuparmi in questa sede. Il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha scritto che il governo "è al lavoro sulla formulazione di un'ampia strategia, denominata Green and Innovation Deal, una sfida che se ben programmata e gestita riporterà il nostro Paese su un sentiero di elevata crescita economica e occupazionale garantendo la piena sostenibilità della finanza pubblica ." Non so a cosa si riferisca Gualtieri quando parla di " elevata crescita economica e occupazionale ", ma qualche perplessità credo sia lecito averla. Peggio ancora, però, è quando Gualtieri reitera il segu...

Scorie - Il decalogo del tributarista italiano medio

Da qualche tempo il Sole 24 Ore ospita ogni giorni un paio di interventi in tema di riforma fiscale. Ho notato che quasi nessuno degli esperti della materia chiamati a fornire un parere sul da farsi propone un ridimensionamento della spesa pubblica come via per ridurre le tasse e, se possibile, rendere anche meno complicato pagarle. Questi singnori, chi più, chi meno, parlano di modifiche che redistribuirebbero il carico, a gettito che, nella migliore delle ipotesi, resterebbe invariato, mentre non di rado sarebbe destinato a crescere ulteriormente. A prescindere da quello che uno pensa della tassazione in quanto tale (per me è violazione della proprietà del soggetto tassato), ragionare di riforma fiscale senza considerare prioritaria la riduzione della spesa pubblica significa supporre che un podista possa sperare di essere competitivo dovendo portare sulle spalle uno zaino di 30 chili. A me pare un'assurdità. Il tributarista Maurizio Logozzo fornisce un decalogo, che pi...

Scorie - Diffidate di chi è felice della tassazione

Quando una società cresce e diventa leader di mercato beneficiando di un regime di regole fiscali (e non solo) meno invasive rispetto a quelle in essere per altri settori, non ci si deve stupire se si dice favorevole a una regolamentazione fiscale (e non solo) più stringente. E' il caso, per esempio, di Facebook, il cui fondatore, Mark Zuckerberg, ha affermato: " Capisco che vi sia frustrazione su come le società tecnologiche vengono tassate in Europa. Anche noi vogliamo una riforma fiscale. " La posizione deve fare riflettere, perché Facebook non sarebbe molto probabilmente quella che è oggi se le regole che potrebbero sorgere dai negoziati in sede Ocse per i quali Zuckerberg dice di " essere felice " fossero esistite quando era ad Harvard e diede vita al social network. Però, lo ripeto, il punto di vista di Zuckerberg, per quanto ipocrita, non deve stupire: più regole vengono poste adesso, più difficile sarà per i nuovi entranti intaccare la posizion...

Scorie - L'istinto del tassatore

Quando uno ha l'istinto del tassatore, può capitargli di fare ragionamenti piuttosto controintuitivi. Si prenda, per esempio, Vincenzo Visco, il quale, entrando nel sempre vivo dibattito sulla tassazione in Italia, afferma che " oggi l'unica possibilità di una riduzione non marginale della spesa pubblica consiste nel porre in essere politiche che rendano credibile per i mercati una riduzione, graduale, ma progressiva e costante del nostro debito pubblico. Si tratta di effettuare una correzione del bilancio, questa volta però strutturale e permanente, tale da eliminare per sempre il ricorso alle clausole di salvaguardia ." Quanto afferma Visco può essere valido se riferito alla spesa per interessi sul debito, ma non alla spesa pubblica in generale. Il fatto è che, per quanto consistente, la spesa per interessi rappresenta circa l'8% della spesa pubblica complessiva. Quindi di spesa da ridurre per decisione politica ce ne sarebbe ben oltre quella per inter...