Scorie - Le contraddizioni di Shiller su narrazioni e (in)utilità
Secondo Robert Shiller, vincitore del premio Nobel per l'economia nel 2013 e divenuto famoso anche tra i non tecnici un quarto di secolo fa con il libro "Esuberanza irrazionale", i prezzi e l'andamento dei mercati sono guidati da storie e narrative che, al pari di epidemie, diventano virali. Questo contribuirebbe a spiegare fenomeni come il FOMO (Fear Of Missing Out) e la formazione di bolle.
A suo parere anche l'andamento del prezzo di mercato dell'oro è frutto di un contagio, tra l'altro di lungo termine: "l'idea contagiosa che l'oro abbia valore è in essere da migliaia di anni." Eppure a suo parere si tratta di un metallo "relativamente inutile".
Il prezzo dell'oro in dollari ha tenuto banco per larga parte degli ultimi mesi, perché in effetti nel corso del 2025 è aumentato vertiginosamente, fino a un massimo di quasi il 70% da inizio anno (48% in euro), toccando un nuovo massimo a 4356 dollari nominali il 20 ottobre, salvo poi ripiegare in area 4000.
Non ho la presunzione di sapere, men che meno di scrivere, quale sia il prezzo corretto di qualsivoglia bene, oro incluso, né di quel potrebbe essere il suo prezzo domani o in qualsiasi tempo futuro.
Certamente esistono "narrazioni" che possono portare a rialzi vertiginosi (o anche a ribassi) nei prezzi, ma stabilire se qualcosa è utile o inutile non spetta a nessun esperto, perché è qualcosa che dipende dalle preferenze rivelate di ogni individuo, a prescindere da come si siano formate queste preferenze.
Tra l'altro, come nota lo stesso Shiller, che l'oro abbia valore, e quindi abbia una qualche utilità, è opinione parrebbe non del tutto minoritaria "da migliaia di anni".
L'aspetto più interessante, e a mio parere contraddittorio nel punto di vista (molto diffuso, a dire il vero) di Shiller, riguarda il fatto che un contributo significativo nella crescita del prezzo dell'oro verso valute fiat arriva da banche centrali, che stanno riallocando una parte delle riserve precedentemente detenute in titoli del Tesoro americano.
Non mi risulta che Shiller sia tra gli economisti che vorrebbero togliere alle banche centrali la gestione della moneta e dei tassi di interesse. Anzi, è tra i sostenitori dell'indipendenza delle stesse, firmando anche nel 2024 una lettera aperta assieme ad altri premi Nobel per l'economia contrari alle ipotesi di limitazione dell'indipendenza (o supposta tale) della Federal Reserve.
Ora, se si ritiene di affidare a banchieri centrali "indipendenti" la gestione di moneta e tassi di interesse, evidentemente si pensa che siano saggi a sufficienza da non essere guidati da "narrazioni". Come mai questi stessi saggi continuano ad accumulare (e chi non lo fa, comunque non vende) tonnellate di un metallo "relativamente inutile"? Sono saggi quando manipolano i tassi di interesse e stolti quando accumulano oro?
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