Scorie - Anche per le statistiche potrebbe funzionare il mercato
Come è noto, con la chiusura temporanea degli uffici governativi statunitensi viene sospesa la pubblicazione di dati da parte delle agenzie federali, per esempio il Bureau of Labor Statistics (BLS).
Su Bloomberg, Jonathan Levin nota che "nonostante tutti i vantaggi delle alternative del settore privato, non c'è semplicemente alcun sostituto del governo quando si tratta di statistiche".
Oltre a lamentare il fatto che si tratti di agenzie "cronicamente sottofinanziate", secondo Levin tale alternativa nel mondo privato non potrebbe esistere, "forse perché non vedono la possibilità di fare prifitti a sufficienza".
Il BLS è finanziato dal governo (ossia dai pagatori di tasse) per una cifra annua compresa tra 600 e 700 milioni di dollari, impiegando mediamente 2500 dipendenti. In assenza di meccanismi di mercato, come spesso accade i difensori della burocrazia propendono per ritenere che quando qualcosa non va (i dati del BLS sono stati spesso oggetto di forti revisioni ex post) sia un problema di finanziamento carente da parte del governo (ossia dei pagatori di tasse).
Va anche detto che, in molti casi, i soggetti utilizzatori hanno budget di spesa sufficientemente capienti (si pensi alle grandi istituzioni finanziarie) per poter finanziare soggetti privati che forniscano quelle stesse statistiche, senza dover contare sui pagatori di tasse.
Perché la questione è sempre la stessa: oggi quelle statistiche sono gratuite per chi ne fruisce, ma non sono gratuite per i pagatori di tasse, molti dei quali con ogni probabilità non ne faranno mai alcun uso. Rimpiazzare l'apparato pubblico richiederebbe probabilmente qualche tempo, ma non è vero che non ci sarebbe alcuna alternativa.
Sarebbe semplicemente una questione di domanda e offerta. E' comprensibile che chi è abituato a non pagare direttamente i dati preferisca la situazione attuale. Forse è per quello che preferisce sostenere che non vi siano alternative.
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