Scorie - E meno male che non è la fine del mondo

Una delle mie citazioni preferite di Henry Louis Mancken è questa: "Il tipo di uomo che vuole che il governo adotti e imponga il rispetto delle sue idee è sempre il tipo di uomo le cui idee sono idiote".

E nel podio delle idee più idiote a mio parere il gradino più alto spetta sempre a quelli che chiedono al governo di tassare qualcosa che ritengono negativo per gli esseri umani, anche quando non fa male a nessuno, se non (forse) a se stessi.

Passare ore a fare scrolling sullo smartphone può essere ritenuta una attività nociva a vari livelli per chi lo fa e non agevola le interazioni tra persone "de visu". Io stesso provo pena per chi passa così diverse ore al giorno, tutti i giorni. Ma credo siano affari loro (sostituiendo "affari" con il plurale del termine volgare, acorché ormai sdoganato quasi ovunque, usato per indicare l'organo genitale maschile sarebbe più efficace, ma mi astengo).

Secondo Matthew Yglesias, invece, ci sarebbero tanti rimedi, ma nessuno sarebbe efficace, quindi "perché non introdurre una tassa sulla pubblicità digitale?" Oppure "un prelievo progressivo sull'uso della banda larga, creando una sorta di ritorno ai primi tepi dei telefoni cellulari, quando la gente li usava ma doveva stare attenta al trascorrere dei minuti. Questo consentirebbe alle persone di usare internet per attività di valore, scoraggiando al tempo stesso lo scrolling da zombie".

Sì, perché lo scrolling "non è salutare per me o per la società", scrive Yglesias.

L'idea gli è venuta una volta che si è accorto di avere fatto le ore piccole passando da un video all'altro, quando la mattina dopo doveva alzarsi presto. Bontà sua, ammette che "non è la fine del mondo".

Eppure la prima idea che gli è venuta è quella (idiota, come penso avrebbe osservato Mencken) di chiedere al governo di tassare questo comportamento. Evidentemente ritiene che la cosa giusta da fare per contrastare qualcosa che non è "di valore" sia tassarlo.

Ma quello che per lui non è di valore potrebbe esserlo per altri. E, soprattutto, quali sarebbero le vittime di questo comportamento, se non gli stessi individui che scrollano per ore e ore? A differenza di altre attività tassate perché nocive alla salute, come il fumo, in questo caso neppure si può parlare di danni da fumo passivo.

Se fosse stata "la fine del mondo" avrebbe proposto direttamente il controllo dei contenuti da parte del governo, come nelle migliori (si fa per dire) dittature?

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