Scorie - I principi ESG sono davvero prioritari per le imprese?

Al Congresso del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili tenutosi a Genova, la sessione di chiusura è stata dedicata ai principi ESG. In sintesi, nonostante i venit contrari Trumpiani e qualche incertezza da parte della Commissione europea, su pressione degli Stati che più stanno patendo le conseguenze del Green Deal, pare che per commercialisti, banche e imprese i principi ESG restino prioritari.

Tutti quanti si limitano a chiedere che Efrag disponga una semplificazione negli standard da seguire per rendicontare l'attività svolta da parte delle imprese.

Come sempre, a parlare di questo tema sono chiamati o esperti di società di consulenza che lucrano lautamente assistendo le imprese, oppure le persone che, all'interno delle imprese stesse, sono responsabili per la sostenibilità (o altri titoli simili, meglio se altisonanti e preferibilmente in inglese anche se in azienda si parla in dialetto).

Cosa ci si aspetta che dicano costoro? Nulla di diverso, per almeno due motivi: in primo luogo, perché ci hanno dedicato già anni e forse si sono davvero innamorati dell'argomento; e in secondo luogo, connesso al primo, perché ci hanno costruito una carriera. Se domani sparisse tutto il circo dell'ESG e relative rendicontazioni, la posizione di costoro sparirebbe e non tutti riuscirebbero ad avere altri ruoli di pari livello in azienda.

Quindi queste persone certamente pensano che tutta la tematica ESG sia prioritaria. Ma è quanto meno dubbio che tutti gli azionisti siano della stessa opinione e non considerino tutta la faccenda solo un (molto costoso) esercizio di compliance farcito da ipocrisia.

D'altra parte, se una cosa è prioritaria per un'azienda, perché dovrebbe essere obbligatoria per legge?


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