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Scorie - Il (non) coraggio delle proprie idee

Capita ormai abbastanza di frequente che chi esprime un parere anche solo vagamente non politicamente corretto sia poi pressato per rimangiarsi quanto detto. In caso contrario sarebbe ostracizzato dai sacerdoti del politicamente corretto. Ovviamente tutto questo riguarda soprattutto personaggi più o meno famosi o esponenti politici, non necessariamente di primo piano. Una delle cose che non si possono fare, in Italia, è esprimere una critica, ancorché pacata, a tutto quello che fa e dice il presidente della Repubblica, a maggior ragione se questi, come quasi sempre, proviene da un'esperienza politica di centrosinistra. Il tutto ovviamente vale anche nel caso del presidente in carica. E' capitato quindi che una deputata di FdI, Ylenja Lucaselli (di cui ignoravo l'esistenza fino ad aver letto la notizia che la riguarda e che sto commentando), abbia criticato Sergio Mattarella durante una trasmissione televisiva, sostenendo che il presidente della Repubblica " utilizza mo...

Scorie - Che divertente vedere schiumare i sacerdoti woke

Tra i motivi della schiacciante vittoria di Donald Trump alle recenti elezioni presidenziali americane ve ne sono alcuni riconducibili all'economia, per esempio il fatto che il potere d'acquisto perso con le politiche inflazionistiche dell'amministrazione Biden non sia stato mai riacquistato da una parte di popolazione che non guarda ai dati macro citati dai democratici e dagli economisti loro simpatizzanti (che peraltro fanno finta di non vedere l'esplosione del debito federale), bensì al proprio portafoglio. Tuttavia vi sono anche motivi che non c'entrano con l'economia, per esempio una sovrarappresentazione da parte dei democratici di fenomeni sociali che riguardano minoranze e una loro certa tendenza a ostracizzare tutti coloro che, mi si permetta la semplificazione, non sono orgogliosi per l'omosessualità o i cambi di genere altrui. E non perché omofobi, bensì semplicemente perché ritengono che siano questioni che riguardano i singoli individui e perché...

Scorie - Negano l'evidenza come dischi rotti

I rappresentanti delle case automobilistiche suonano una musica scadente e per di più ripetitiva come se fossero dischi rotti. Dopo aver speso miliardi in malinvestimenti guidati non da ciò che credevano avrebbe chiesto il mercato, bensì assecondando scondinzolanti i Timmermans di questo mondo e le loro nefaste ideologie green nella errata convinzione che la domanda si sarebbe poi adeguata, magari grazie a incentivi, adesso devono prendere atto che i conti non tornano. In parte perché una fetta di mercato non si rassegna a guidare elettrodomestici con le ruote; in parte perché tali elettrodomestici, oltre a essere a tutt'oggi inferiori alle vetture a combustione interna (si pensi solo al tempo necessario per una ricarica e alla sostanziale necessità di disporre di un garage privato), hanno anche prezzi inaccessibili a molti consumatori.  Questi signori hanno anche dovuto constatare un fatto da Economics 101: l'incentivo pagato da tasse non può essere esteso a un mercato di mass...

Scorie - ESG, fu vera gloria?

Per anni ci è stato detto che gli investimenti ESG consentivano di ottenere rendimenti migliori al tempo stesso facendo bene all'ambiente e alla società (qualunque cosa volesse dire, e generalmente era qualcosa di socialisteggiante). Era però spesso sottaciuto che la grande domanda, in eccesso all'offerta, era una delle cause di tali performance. E l'aumento della domanda era a sua volta condizionato dall'evoluzione e stratificazione della legislazione in materia. Per di più, uno dei cavalli di battaglia dei sostenitori degli investimenti ESG era l'assunto che le aziende più zelanti nel perseguimento di tali obiettivi fossero anche più redditizie delle altre. Ma questa era una correlazione e non era affatto scontato che vi fosse un rapporto causale in tal senso. Infatti, perseguire obiettivi ESG comporta non di rado (soprattutto per la componente ambientale) investimenti cospicui, che solo aziende ben redditizie possono permettersi di sostenere. Quindi non si può es...

Scorie - Questo è vero fascismo

Il dirigismo pare non sia mai abbastanza a sud delle Alpi. Quindi i Fratelli d'Italia Silvio Giovine, Galeazzo Bignami e Walter Rizzetto hanno avuto l'idea di presentare una proposta di legge per istituire l'obbligo di almeno sei giorni di saracinesca chiusa per i negozi a Capodanno, Pasqua, il Primo Maggio, Ferragosto, Natale, Santo Stefano. Con multe fino a 12mila euro per chi trasgredisce e, nei casi più gravi e di recidiva, la sanzione accessoriala della chiusura dell'esercizio commerciale da uno a dieci giorni. Afferma Giovine: " E' un provvedimento che riteniamo innanzitutto di buon senso con cui intendiamo superare quanto previsto dal decreto Salva-Italia del Governo Monti che di fatto aveva sottratto a Regioni e Comuni la facoltà di regolamentare le aperture festive. La ratio è quella di incidere soprattutto sulla qualità della vita dei lavoratori. Pensiamo a migliaia di impiegati in un settore strategico della nostra economia, com'è quello del comm...

Scorie - Editori a caccia di soldi dei pagatori di tasse

La Federazione Italiana Editori di Giornali (FIEG) ha rivolto un appello ai parlamentari affinché correggano la legge di bilancio, ovviamente chiedendo soldi, altrettanto ovviamente in nome della " effittività dell'art. 21 della Costituzione ", oltre che dell'immancabile pluralismo dell'informazione. Gli editori lo fanno dopo aver rilevato che " nella legge di Bilancio si stanziano a sostegno del cinema e degli spettacoli dal vivo (musica, danza, teatro e circhi) 1 miliardo e 60 milioni di euro per il 2025; gli oneri stimati a carico dello Stato per il Superbonus 110% sono pari a 123 miliardi di euro ." Inoltre " interventi di sostegno al settore sono stati promossi e finanziati dai precedenti Governi nella scorsa legislatura ". Gli editori, quindi, " esprimono sconcerto per la decisione dei partiti della maggioranza di Governo di abbandonare nalle Legge di Bilancio per il 2025 il settore dell'informazione professionale e di qualità ....

Scorie - L'importanza di chiamarsi Ernesto (Maria)

Ernesto Maria Ruffini si è dimesso da direttore dell'Agenzia delle Entrate, abbastanza in dissenso con il governo (e con velleità, secondo alcuni, di trovare uno spazio di federatore a sinistra), come emerge da un'intervista rilasciata al Corriere della Sera. Ruffini sottolinea che non gli era " mai capitato di vedere pubblici funzionari essere additati come estorsori di un pizzo di Stato. Oppure di sentir dire che l'Agenzia delle Entrate tiene in ostaggio le famiglie, come fosse un sequestratore ." In effetti non lo avevano certamente detto esponenti di primo piano dei precedenti governi in carica mentre lui era a dirigere le Entrate. Quelle sono affermazioni solitamente pronunciate da chi avversa la tassazione come violazione del diritto di proprietà, e si tratta di persone che, altrettanto solitamente, non governano. Vestendo i panni del civil servant indignato, Ruffini aggiunge che " se il Fisco in sé è demonizzato, si colpisce il cuore dello Stato, tanto...