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Scorie - Attenti alle buche

Come ogni sabato, il Sole 24 Ore ospita un articolo di Donato Masciandaro sulle vicende delle principali banche centrali, in particolare Fed e BCE. Scrive Masciandaro: " Gli Usa affronteranno la salita post Covid con il tandem formato da Janet Yellen al Tesoro e Jerome Powell alla Fed. Il tornante cruciale è quello dell'incrocio tra la politica monetaria e la politica fiscale. Non sarà una scalata semplice. Il perché è evidente partendo dall'attuale fase straordinaria di politica monetaria. Possiamo definire «straordinario» quel periodo – di natura temporanea, ma durata imprevedibile – in cui una banca centrale deve tornare alle sue origini. Vale a dire: stampare moneta per evitare che l'incertezza possa diventare una zavorra che pesa sulla crescita ." Si potrebbe osservare che la temporaneità avrà pure durata imprevedibile, ma si può escludere che la durata stessa sia breve. Quanto allo stampare moneta, si tratta di una pratica che va avanti da sempre, seppure in...

Scorie - Giganti del web e nani della politica (fiscale)

Cadono le braccia (per non essere scurrili) quando si leggono certe proposte sulla fiscalità palesemente sgangherate. Si prenda, per esempio, quella di Sestino Giacomoni di Forza Italia, già noto per proporre da mesi la costituzione di un fondo sovrano italiano che in realtà sarebbe un contenitore di debito e immobili pubblici da mettere in portafoglio a investitori italiani. Unendosi a un coro al quale partecipano voci di praticamente tutti i partiti, Giacomoni invoca l'aumento della tassazione sui cosiddetti "giganti del web", ovviamente allo scopo di alimentare la spesa pubblica. Ecco il ragionamento: " L'imposta pagata da questi colossi dei quali facciamo ormai un uso quotidiano, che verrà applicata dal 2021, è del 3%. E' un trattamento decisamente più favorevole di quello riservato a tutte le altre tipologie di aziende: negozi di vicinato, botteghe storiche e in generale le pmi italiane, che devono sopportare un prelievo fiscale di oltre il 60% ." C...

Scorie - Il (non) rassicurante Pasquale

Come è noto, il sistema pensionistico pubblico italiano è basato su uno schema a ripartizione, nel quale i contributi versati da chi oggi lavora sono utilizzati per pagare le pensioni in essere. Si tratta, in sostanza, di uno schema Ponzi, anche se non è politicamente corretto dirlo. Come tutti gli schemi Ponzi, anche quello pensionistico va in crisi se il numero di coloro che versano contributi si riduce rispetto al numero dei pensionati. A ciò si aggiunga la sostanziale stagnazione ormai quasi trentennale dell'Italia e non è difficile capire che per i pensionati di domani il quadro sia a tinte molto fosche. Il presidente dell'Inps, Pasquale Tridico, prova però a rassicurare tutti quanti, affermando: " Non c'è un problema di deficit per l'Inps finché non c'è un problema di deficit per lo Stato. Nel 2018 proprio un intervento pubblico ha ripianato il debito dell'Istituto per circa 65 miliardi, a seguito della crisi che si è protratta tra il 2009 e il 2014 ....

Scorie - Quel vino diventerà aceto

Diversi esponenti politici si stanno esercitando da mesi nel proporre soluzioni dagli effetti taumaturgici per l'inevitabile nuova ondata di crediti deteriorati che ingolferanno i bilanci bancari una volta terminata la sospensione della realtà posta in essere tramite le moratorie. Da quando è stata nominata alla presidenza della commissione bicamerale sulle banche, la pentastellata Carla Ruocco è molto attiva su questo fronte. Da ultimo, si apprende leggendo la Stampa che Ruocco " ha evidenziato l'urgenza di una nuova concezione nella gestione delle sofferenze bancarie. " In primo luogo, calciando la palla in Europa, con la creazione di " una bad bank europea, capace di raccogliere gli asset inesigibili per poi rivitalizzarli ". Evidentemente l'idea si basa sull'assunto che quando un soggetto diventa insolvente nei confronti delle banche, possa tornare magicamente solvibile se il credito passa a una bad bank. Ognuno è libero di crederci, ma non mi st...

Scorie - Era meno peggio al TG1

David Sassoli, presidente del Parlamento europeo ed esponente del PD, appartiene al vasto gruppo di coloro che, a sud delle Alpi, individuano la soluzione a tutti i problemi nella formula "ci vuole più Europa", il cui corollario sembra poi essere che l'Europa deve dare soldi al governo italiano, magari facendoli prima stampare dalla BCE. Per di più, il debito pubblico contratto in tempo di pandemia andrebbe cancellato con un tratto di penna. E vissero tutti felici e contenti (forse). Secondo Sassoli, la situazione è delicata: " Ci sono disperazione e miseria, iniziano ad aprirsi crepe sociali: quanto deciso fin qui è di estrema importanza e caratterizzerà l'Europa nei prossimi anni. Adesso però dobbiamo avviare una grande riforma per dare più governo e più sovranità all'Unione ." Sassoli non spiega perché, ma chi parla per mantra quasi mai lo fa. L'importante, comunque, è rimandare il più possibile la reintroduzione di un minimo di regole fiscali, pe...

Scorie - Tra il fantasma di ITA e il cadavere di Alitalia

Lo scorso 9 ottobre il MEF e gli altri ministeri competenti hanno firmato il decreto per la costituzione di ITA (Italia Trasporto Aereo) Spa, ossia l'ennesima newco che dovrebbe far risorgere Alitalia. Era previsto che entro 30 giorni dalla costituzione la nuova società avrebbe presentato il piano industriale, che i rappresentanti del governo davano sempre per imminente.  Fatto sta che, secondo una nota diramata dal Cda di ITA, " il consiglio ha esaminato e approvato il programma di lavoro presentato dall'a.d. Fabio Lazzerini per la redazione del piano industriale e ha fissato un calendario di incontri delle prossime settimane per completarne l'approvazione entro dicembre ." Con la solita puntualità, Gianni Dragoni del Sole 24 Ore nota che nella banca dati Cerved ITA non esiste. " Questo non è casuale. Poiché con il Coronavirus e il crollo del traffico c'è incertezza sulle mosse, il vertice e il socio unico Mef ritardano la costituzione della società, per...

Scorie - Cancellazione del debito da trecartari

In giorni in cui si sente parlare con sempre maggiore frequenza di cancellazione parziale dei debiti pubblici accumulati in tempo di pandemia e a sud delle Alpi diversi politici hanno già una visibile bava alla bocca (soprattutto, ma non solo, se pentastellati), c'è chi invita alla prudenza, per non innervosire operatori di mercato ed elettori dei Paesi cosiddetti frugali. Ecco, per esempio, il parere di Carlo Pelanda: " Chi scrive ritiene che la soluzione tecnica più importante sia il trattenere per decenni nel bilancio Bce, rifinanziandole, aliquote dei debiti nazionali evitando però la monetizzazione dei debiti stessi e che ciò sia fattibile via riforma di prassi senza cambiare i trattati. " Se si guarda alla faccenda da un punto di vista formale, la soluzione proposta da Pelanda, che peraltro è già in corso di attuazione da anni con la perpetuazione dei programmi di quantitative easing, è ben diversa dalla monetizzazione a cui corrisponderebbe la cancellazione dei tit...