Scorie - Per difendere l'interesse generale
Trovo sempre interessante quando l'esponente di una corporazione ordine professionale, tra i cui iscritti ci sono diversi liberali (almeno nelle autodefinizioni che danno di se stessi), invoca l'intervento di governo o parlamento per difendere il proprio recinto dalla concorrenza di altri operatori, a loro volta associati e gelosi delle attività loro riservate dalla legislazione.
Da ultimo ho letto l'appello del presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Elbano de Nuccio, che chiede al governo di rivedere il Ddl concorrenza nella parte in cui consente anche ai consulenti del lavoro di depositare i bilanci al Registro delle imprese.
De Nuccio, a nome dei commercialisti, chiede al governo di "valutare con attenzione l’eliminazione della previsione in questione nel corso dell’iter parlamentare del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza, mantenendo l’attuale disciplina relativa al deposito dei bilanci (articolo 31, commi 2-quater e 2-quinquies della legge 340/2000, ndr), non per difendere una categoria ma per preservare un principio di interesse generale: che alle funzioni attribuite dalla legge corrispondano competenze effettivamente acquisite, verificate dallo Stato e coerenti con il percorso abilitante e con le responsabilità che quelle funzioni comportano."
Ovviamente "non per difendere una categoria ma per preservare un principio di interesse generale", ossia la formula magica leggendo la quale si può stare certi che sia vero il contrario di quanto affermato.
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