Scorie - La fallacia della finestra rotta, versione 2026

Mentre trasacorrevo le ultime ore in Nepal, in Italia c'erano diverse manifestazioni di piazza, con il solito uso di violenza da parte di persone che non avrebbero neppure motivo di protestare, in quanto fondamentalmente parassiti. Ma tant'è.

Come di consueto, sono state rotte diverse vetrine, per esempio a Milano. Per Lorenzo Pacini, politico locale del Partito Democratico con velleità di diventare sindaco e proposte che scimmiottano quelle del sindaco comunista democratico socialista di New York Zohran Mamdani, quelle vetrine spaccate rappresentano una "opportunità di lavoro" per i vetrai.

Dal centrodestra sono state classificate come deliranti le affermazioni di Pacini. E in effetti lo sono, certamene dal punto di vista economico.

Quello di Pacini è il classico caso della fallacia della finestra rotta magistralmente descritto da Frederic Bastiat in "Ciò che si vede, ciò che non si vede", con ragionamenti basandosi sui quali, successivamente, Henry Hazlitt scrisse il suo "Economia in una lezione".

Esternazioni come quella di Pacini si sentono non di rado anche in occasioni di disastri naturali, come terremoti o alluvioni. Qui però c'è l'aggravante che il danno alla vetrina non è procurato dalla forza della natura, bensì da un gesto criminale. 

Pacini, sorvolando sul danneggiamento volontario della proprietà altrui da parte di chi ha rotto le vetrine, si sofferma su ciò che si vede, ossia sulle "opportunità di lavoro" per chi sarà chiamato a ripararle. Omette di considerare ciò che non si vede, ossia il diverso utilizzo che i proprietari dei negozi avrebbero potuto decidere per quel denaro, che sarebbero state altrettante opportunità di lavoro per altre persone diverse dai vetrai.

Omette anche di ragionare (verbo forse non adatto se associato a chi fa certe affermazioni) sul fatto che la spesa per la riparazione delle vetrine non fa altro che ripristinare la dotazione di beni a disposizione dei legittimi proprietari prima che fossero dolosamente danneggiate.

E se obiettasse che a pagare saranno le assicurazioni, farei notare che l'aumento dei sinistri generalmente comporta poi un incremento dei premi per gli assicurati.

La lettura del saggio di Bastiat farebbe bene ai tanti Pacini di questo mondo, ma ovviamente non accadrà nulla di tutto ciò, se si considera il suo punto di riferimento newyorkese.

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