Scorie - Tutti landiniani
Alla fine, tra aumenti dell'aliquita Ires, spalmatura della dedicibilità di crediti di imposta e DTA e riduzione della deducibilità ai fini del calcolo dell'Irap di spese amministrative e ammortamenti d ibeni strumentali, il nuovo "contributo" a carico delle banche (e in parte delle assicurazioni) è arrivato, come aveva chiesto a gran voce il segretario comunista leghista Matteo Salvini. Ovviamente in barba all'accordo triennale raggiunto tra governo e banche in occasione della legge di bilancio dello scorso anno.
Il professor Marco Allena, commentando le misure sul Sole 24 Ore, evidenzia profili di "irragionevolezza e incostituzionalità", sottolineando che, con questo modo di procedere, "si apre la strada a una tassazione arbitraria e discriminatoria, giustificata da esigenze finanziarie pubbliche di per sé mutevoli."
Purtroppo queste considerazioni valgono, ancorché ci siano casi meno grossolani, per qualsiasi provvedimento fiscale. Tutti, infatti, rispondono per definizione a "esigenze fianziarie pubbliche di per sé mutevoli". E tutte sono "arbitrarie e discriminatorie", dato che dipendono dal volere della maggioranza di governo tempo per tempo al potere.
Direi che ormai è sempre più evidente, ahimè, che il vero ispiratore della politica fiscale di tutti coloro che chiedono di essere votati sia Maurizio Landini, il quale, notoriamente, sostiene che "i soldi vanno presi dove si trovano".
C'è poco da essere ottimisti, direi.
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