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Scorie - Sulla (non) autonomia

Se una persona crede coerentemente nel principio di non aggressione, deve necessariamente sostenere il diritto di ogni individuo di fare ciò che vuole con ciò che legittimamente gli appartiene, sempre a condizione che ciò non comporti l'inizio di un'aggressione alla proprietà altrui. Ne consegue che ogni relazione e associazione tra individui dovrebbe avvenire solo su base volontaria. Partendo da questo presupposto, è chiaro che il dibattito sulla autonomia differenziata risulti abbastanza indigesto. Il tutto anche sposando il punto di vista di Ludwig von Mises che riteneva che il diritto alla secessione fosse in capo a ogni individuo, ma che per motivi pratici avrebbe potuto essere esercitato solo da gruppi di persone. Ho letto critiche alla Legge Calderoli sia da parte di chi ritiene che non faccia abbastanza per una reale autonomia, sia da parte di chi paventa la disintegrazione dell'unità nazionale. Devo dire che complessivamente trovo più convincenti le prime, non foss...

Scorie - A proposito di cherry picking e prezzo della benzina

Nelle mie (consuete) letture di articoli scritti da ecotalebani (intendendo per tali coloro che sono favorevoli a una transizione energetica accelerata senza se e senza ma, costi quel che costi), lo schema classico segue uno di questi due sviluppi: 1) citare un nuovo report di una organizzazione ambientalista, senza mettere minimamente in dubbio l'obiettività dello studio, che invariabilmente prospetta catastrofi imminenti e sprona i governi a spendere migliaia di miliardi ogni anno e per decenni. L'autore dell'articolo generalmente suggerisce cosa obbligare, cosa proibire e chi tassare per finanziare almeno in parte tali spese; 2) accusare di negazionismo chiunque sollevi qualche dubbio sulla transizione energetica accelerata, additandolo come cavernicolo e, se utilizza dei dati a supporto delle proprie perplessità, sostenendo che si tratta di cherry picking. Ora, tanto per essere chiari: il cherry picking è una pratica ampiamente diffusa, e lo è a maggior ragione quando u...

Scorie - Come (non) imitare i Paesi sviluppati

Tra le tante cose che il (mio amato) Nepal imita dai Paesi maggiormente sviluppati vi sono gli approcci di politica economica, anche se poi praticati in modo ancora piuttosto rudimentale. Di recente mi sono imbattuto in un articolo su un quotidiano locale che si occupava di politica monetaria. E indovinate un po'? La sostanza era che la banca centrale avrebbe dovuto allentare la politica monetaria per stimolare la crescita del Paese. Nella parte "didattica", c'era questo passaggio: " Le due principali fasi del ciclo economico sono il "boom" e la "depressione". La politica monetaria è il principale strumento che può essere usato per controllare gli alti e bassi del ciclo economico gestendo il credito e controllando l'offerta di moneta ." E in effetti, con alcune variazioni, la descrizione mainstream della politica monetaria è sostanzialmente quella.  Il problema è che gli alti e i bassi del ciclo economico sono esacerbati dalla politic...

Scorie - La trappola infinita dello schema Ponzi previdenziale

Mentre Matteo Salvini continua a ripetere di voler introdurre la possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi a prescindere dall'età anagrafica e il suo compagno di partito Giancarlo Giorgetti, da ministro dell'Economia, fa orecchie da mercante, si apprende dall'Inps che le richieste per la versione attuale di Quota 103 sono molto al di sotto delle attese: circa 7mila su un totale atteso per tutto il 2024 di 17mila. Quota 103 risulta da una combinazione di 62 anni di età e 41 anni di contributi, ma chi vuole accedervi deve fare i conti col fatto che l'assegno sarà calcolato integralmente con il metodo contributivo. Considerando che è ancora possibile andare in pensione di anzianità senza ricalcoli col metodo integralmente contributivo con 42 anni e 10 mesi di versamenti, in molti evidentemente decidono di continuare fino al raggiungimento di quel limite. Nonostante la riforma Dini abbia ormai quasi tre decenni, il sistema è ancora misto per chi aveva già ...

Scorie - L'unica riforma del tax credit ai film è la sua abolizione

Uno dei tratti salienti di ogni governo in Paesi a economia mista caratterizzati da interventismo è la concessione di agevolazioni a questo o quel settore o attività. Tra questi, inevitabilmente, il tax credit per la produzione di film e serie televisive. Quando al governo ci sono partiti di sinistra, il provvedimento è inquadrabile nella volontà di dare sostegno a un comparto politicamente amico. Quindi se al governo non c'è la sinistra, uno si aspetterebbe non già una cosiddetta "riforma", bensì una abolizione di tale misura. A maggior ragione considerando lo stato pietoso delle finanze pubbliche. Nulla di tutto questo, ovviamente. Come è pressoché inevitabile, ogni forma di sostegno finisce per raggiungere produzioni che non avrebbero ragione di esistere in un contesto di domanda e offerta non drogate.  E in effetti lo stesso Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema (che appogia la riforma, ma ovviamente non sarebbe d'accordo con me per abolire del t...

Scorie - Procedure infinite

Apprendo da un articolo agostano del Sole 24 Ore che le imprese ancora in liquidazione, alcune da oltre 20 anni, sono 385. Con 255 incarichi a commissari che seguono le procedure di amministrazione straordinaria. Quando la procedura si trascina oltre il primo biennio, molto spesso significa che l'azienda non ha, né avrà, le capacità di tornare in bonis. Ma, per quanto certe situazioni possano essere complesse, è abbastanza improbabile che servano decenni per completare una liquidazione. Evidentemente la normativa non funziona o, come spesso accade, fornisce incentivi ad allungare i tempi.  D'altra parte, chi ha l'incentivo a chiudere la procedura nel minor tempo possibile? Non i commissari, che sono peraltro creditori privilegiati e che possono passare una intera carriera seguendo un paio di procedure. Men che meno i politici, tanto a livello locale quanto a livello nazionale, dato che a procedura in corso si può rimandare il licenziamento collettivo di centinaia o migliaia...

Scorie - Cosa andrebbe fatto con la Fed

Tra le (tante) critiche mosse a Donald Trump c'è quella di voler minare l'indipendenza della Federal Reserve.  Secondo Trump, il presidente " dovrebbe poter dire la sua ". Anche perché " nel mio caso ho fatto un sacco di soldi, ho avuto molto successo e credo di aver un istinto migliore, in molti casi, delle persone della Fed o del loro presidente ." Su Bloomberg Johnatan Levin stigmatizza Trump (assieme al candidato alla vice presidenza Vance), sostenendo che " il popolo americano non dovrebbe scegliere la politica sui tassi di interesse più di quanto non facciano i medici di se stessi, rappresentino se stessi nelle corti di giustizia e costruiscano i loro ponti. Ci sono cose che è meglio lasciare ai professionisti, e la storia dimostra che tra queste ci sono le politiche sui tassi di interesse ." Lo stesso Levin riconosce poi che il presidente già nomina il capo della banca centrale e i membri del consiglio dei governatori.  Non occorre essere co...