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Scorie - I tecnici dell'ignoranza

Più volte autodefinitasi "tecnica prestata alla politica", Laura Castelli, viceministra dell'Economia del M5S, nell'ambito di un'intervista ad Avvenire,  ha recentemente dichiarato : " Prima di chiedere un ulteriore prestito, ci dobbiamo occupare di spender e le risorse che abbiamo. Vorrei spostare il focus dal "chiedere le risorse" a spendere le risorse. Ci sono più di 127 miliardi, e chissà quanti altri, già finanziati negli anni che sono fermi nelle casse dello Stato, e parte di questi riguardano anche il settore sanitario. A breve, poi, approveremo un decreto per le semplificazioni e lo sblocco degli investimenti ." Il riferimento è ai prestiti del Meccanismo Europeo di Stabilità, che il M5S non vuole chiedere, al contrario degli altri partiti di maggioranza. Motivo per cui l'avvocato del popolo che presiede il Consiglio dei ministri continua a calciare avanti il barattolo, di rimando in rimando. Posto che nessuno era al corrente dell...

Scorie - Liquidità "vera" creata dal nulla

Quando si vivono tempi di emergenza, chi di solito crede che il deficit finanziato da creazione di denaro dal nulla faccia bene all'economia invoca una dose massiccia della stessa ricetta. In un articolo a firma Roberto Sambuco sul sole 24 Ore di qualche tempo fa, si legge tra le altre cose: "Oggi serve una risposta diversa: politica. E deve essere europea. E la politica deve mettere liquidità vera, e non in prestito, nelle tasche dei cittadini che perdono il lavoro e in quelle delle aziende che non hanno più ricavi. Bisogna salvare i bilanci familiari e aziendali come condizioni per poter ripartire." Ora, se la liquidità "vera" non deriva da risorse reali ma è creata dal nulla, c'è un problema grande. Il fatto che sia emessa a fronte di debito oppure a fronte di nulla non cambia la sostanza, se il debito è di fatto reso irredimibile mediante la sua monetizzazione da parte di chi emette moneta. Secondo Sambuco serve quindi l'helicopter money. Non è l...

Scorie - Fondamentalismo (anti)liberista

In un tempo in cui si moltiplicano i nostalgici dell'IRI, mi è capitato di leggere un'intervista a Nerio Nesi, che alla veneranda età di 95 anni ripensa all'esperienza delle nazionalizzazioni e del controllo pubblico della proprietà di imprese, più o meno esplicitamente finendo per ritenere che la liquidazione dell'IRI e le precedenti privatizzazioni furono un errore. Tipica di coloro che hanno nostalgia dell'IRI è l'omissione, nella ricostruzione dei fatti storici, della degenerazione dello statalismo e della situazione fallimentare di molte imprese partecipate. Secondo Nesi, le imprese pubbliche " hanno dato un contributo allo sviluppo del Mezzogiorno e del Paese, assumendosi l'onere di intervenire in zone e comparti produttivi dove i privati... non avevano, a quei tempi, alcun interesse o volontà di farlo ." Come atto d'accusa nei confronti di chi dovrebbe investire mezzi propri non mi sembra granché. Se le parole hanno un senso, un interven...

Scorie - Tra prestiti ponte e biglietti farlocchi

Mentre la Newco che dovrebbe consentire l'ennesima rinascita (temporanea) di Alitalia non è ancora stata costituita nonostante gli oltre 3 miliardi stanziati dal Governo per la sua capitalizzazione e la giravolta dei candidati alla guida, per non farsi mancare nulla l'esecutivo ha nominato due società di consulenza (una per la parte industriale e una per quella finanziaria), che suppongo forniranno eccellenti presentazioni in Power Point a fronte di laute remunerazioni, ma che non credo potranno fornire la bacchetta magica. Fatto sta che la cassa continua a essere bruciata, di prestito ponte in prestito ponte. Intervenuto in audizione alla commissione Trasporti della Camera, il ministro dello Svilupop economico Stefano Patuanelli ha riferito che Alitalia " al 31 maggio ha in cassa 232 milioni ". Come nota con la consueta puntualità Gianni Dragoni sul Sole 24 Ore, però, la cassa in realtà è gonfiata dalla vendita anticipata di biglietti. Il che è pratica consueta, ma i...

Scorie - Sognatori di super monete (che si svalutano)

Dopo l'intervento di Paolo Savona (presidente Consob) durante l'incontro con il mercato, i suoi fans hanno scritto vari articoli a sostegno delle singole proposte (che nulla hanno a che vedere con il ruolo istituzionale di Consob, peraltro) rilanciate in quell'occasione. Per esempio, Guido Salerno Aletta si è soffermato sulla proposta di emettere titoli di Stato irredimibili, esaltandone le caratteristiche di "super moneta". " Questi titoli, essendo irredimibili, assumerebbero la caratteristica di super-moneta. Per un verso, infatti, gli interessi a copertura dell'inflazione manterrebbero invariato il valore reale dell'investimento mentre la moneta si svaluta; per l'altro, la libera negoziazione li renderebbe idonei alla regolazione di obbligazioni. Da sempre i titoli di Stato sono la forma più solida e consueta di collaterale fornito alle banche centrali in cambio di liquidità alla pari: accettando un pagamento, regolato con questi titoli, si ott...

Scorie - Pubblicità ingannevole

Intervistato da Milano Finanza, il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, ha fatto un po' di marketing a favore del nuovo titolo dedicato ai risparmiatori al dettaglio, denominato BTP Futura, che sarà collocato a luglio. Si tratterà di un titolo decennale, con cedole crescenti nel tempo in misura predeterminata, e un premio finale compreso tra l'1% e il 3% in funzione dell'andamento del Pil. A differenza del BTP Italia, non vi sarà una fase di sottoscrizione dedicata agli investitori istituzionali, il che lascia presagire che il BTP Futura sarà uno strumento relativamente meno liquido degli altri titoli di Stato. Ciò potrebbe inoltre rendere il prezzo titolo meno sensibile tanto nelle fasi di ribasso, quanto in quelle di rialzo, oltre ad avere uno spread tra denaro e lettera più ampio. Quanto all'opzione legata alla crescita del Pil, osservo che è una clausola utilizzata per lo più da Paesi emergenti in occasione di ristrutturazioni del debito. Se uno crede nei ...

Scorie - Garanzie (de)responsabilizzanti

Alla sua seconda relazione annuale da presidente della Consob, anche quest'anno Paolo Savona non ha rinunciato ad andare ben oltre le tematiche di cui dovrebbe occuparsi dato il ruolo che ricopre.  Dopo aver rilanciato l'idea di emettere titoli di Stato irredimibili per scongiurare una patrimoniale (idea anche di Soros da me commentata qualche tempo fa) in quello che sarebbe l'equivalente del tintinnare delle manette dei tempi di Mani Pulite, ed essere tornato ad auspicare che le criptovalute diventino un monopolio pubblico, Savona ha proposto che lo Stato non garantisca il debito delle imprese, bensì il capitale. Idea che ha subito critiche da alcuni commentatori, tra i quali Francesco Giavazzi sul Corriere della Sera, alle quali Savona ha replicato affermando, tra le altre cose, quanto segue: " La garanzia sui debiti causerebbe comunque in prospettiva una perdita dello Stato, se non di più, perché volta a fronteggiare crisi di liquidità e sono meno responsabilizzanti...