Scorie - La cura per (non) andare ai mondiali

Se uno avesse dei dubbi circa l'amore per il dirigismo che pervade tutti (alcuni più, alcuni meno) gli schieramenti politici gli basta leggere i disegni di legge che solerti parlamentari sentono l'esigenza di presentare.

Da ultimo mi sono imbattuto in quello presentato dal senatore di Fratelli d’Italia Paolo Marcheschi, intitolato "Disposizioni in materia di sistema calcistico italiano". Forse Marcheschi ritiene di poter contribuire a riportare la nazionale ai mondiali, cosa che ormai sembra un'impresa proibitiva.

Fatto sta che, a suon di balzelli sulle scommesse calcistiche e un mix di incentivi e obblighi affinché le società valorizzino i vivai e i giovani giocatori italiani, Marcheschi si propone di "di affrontare le gravi criticità strutturali del sistema calcistico italiano".

Tra cui anche la mancata (terza di fila) qualificazione ai Mondiali 2026.

Tra i provvedimenti ve n'è uno che riguarda i procuratori, fissando un tetto alle provvigioni che costoro possono percepire: 5% della retribuzione lorda se a carico del calciatore, 7% se a carico della società, 5% del valore dell’affare per i trasferimenti definitivi, 3% per quelli temporanei (ossia i prestiti). In caso di rinnovo con la stessa società, poi, le percentuali scendono del 30%. Con tanto di nullità per le clausole che eccedono detti limiti, relativamente alla parte in eccesso, nonché sanzioni da 10mila a 100mila euro in caso di violazioni. Immancabile l'ennesimo adempimento amministrativo, con la Figc che dovrebbe istituire un registro pubblico online con i compensi corrisposti da ciascun club agli agenti.

Ora, si può pensare quello che si vuole degli agenti dei calciatori e delle commissioni che percepiscono, ma questi signori non estorcono quel denaro né ai loro assistiti, né alle società sportive. Si tratta di contratti le cui condizioni sono liberamente e volontariamente concordate tra le parti.

Solo chi ha un forte disprezzo per il diritto di proprietà e la libertà di contrtattare tra privati può anche solo pensare - figuriamoci proporre - un testo di legge del genere.

Che, qualora dovesse essere approvato, finirebbe peraltro per essere aggirato in qualche modo, come quasi sempre accade con provedimenti del genere.

Non so se l'Italia si qualificherà ai prossimi mondiali di calcio, ma so per certo che nella classifica del laissez faire sarà sempre nei bassifondi.

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