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Scorie - Non basta farsi la propria agenzia di rating per diventare più solvibili

Mi ha incuriosito la notizia che sarà costituita la Africa Credit Rating Agency (AfCRA), una nuova agenzia di rating dell'Unione africana che secondo Akinwumi Adesina, presidente della Banca africana di sviluppo, sarà un " contrappeso alle agenzie di credito esistenti " che non sarebbero in grado o non vorrebbero capire in modo adeguato il reale rischio di credito di diversi emittenti sovrani africani. L'obiettivo sarebbe quello di migliorare la conoscenza di questi emittenti da parte degli investitori, che si suppone finanzierebbero poi i debiti pubblici a condizioni meno onerose.  Quello delle agenzie di rating è un esempio di come un servizio che nacque oltre un secolo fa su basi di mercato e per soddisfare l'esigenza dei finanziatori di conoscere lo stato di affidabilità dei debitori sia stato nel corso dei decenni rovinato dall'interventismo pubblico. Se ne parlò molto in occasione della crisi del 2007/2008, allorquando i rating elevati attribuiti a carto...

Scorie - Non ci saranno nuove tasse, ma aumenteranno quelle vecchie

" Come promesso non ci saranno nuove tasse ", ha detto Giorgia Meloni in merito alla prossima legge di bilancio. Se per "nuove" intende dire che non erano applicate in precedenza, ossia che saranno introdotte con questa manovra, temo che si tratti di un sofisma, a voler essere generosi. In effetti il "contributo" da 3,5 miliardi a carico di banche e assicurazioni è una riedizione di espedienti per ancicipare cassa, diluendo nel tempo la deducibilità di elementi passivi di conto economico, e anticipando il versamento dell'imposta di bollo (che peraltro è a carico degli assicurati) sulle polizze dei rami terzo e quinto. E non è nuova neppure la tassazione delle plusvalenze realizzate su criptoattività, ma il passaggio dell'aliquota dal 26 al 42%, annunciata dal viceministro Maurizo Leo, non credo renda contenti coloro che saranno chiamati a pagare il conto. Per non parlare dei tanti piccoli ritocchi che finiscono per aumentare il gettito riducendo le...

Scorie - Per chi chiedono soldi

Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, sta ricevendo critiche praticamente da tutte le parti, soprattutto a sud delle Alpi. Non sempre totalmente condivisibili, a mio parere. Per esempio, quando sostiene che non è con un aumento dei dazi alle auto cinesi che si risolve il problema della minore competitività delle case automobilistiche europee.  Personalmente resto dell'idea che i produttori europei abbiano fatto male i conti quando hanno deciso di allinearsi ai diktat dei Timmermans che hanno gravemente imposto per via legislativa il suicidio del settore nel Vecchio continente. Credendo di poter contare su incentivi che non avrebbero mai potuto essere sostenibili economicamente, non hanno fatto nulla per contrastare le follie del Green Deal. Adesso si trovano, chi più chi meno, con investimenti miliardari nello sviluppo di auto elettriche per le quali sul mercato non c'è domanda sufficiente, oltre a dover fare i conti con limiti di emissioni che, a partire dal p...

Scorie - Alla fine è sempre una questione di tasse altrui

Nel dibattito sulla autonomia differenziata, ho letto un articolo di Floriana Cerniglia, docente di Economia Politica all'Università Cattolica di Milano, che nutre perplessità, per usare un eufemismo. Ma qualcosa non torna nel suo argomentare. " Tutti i progetti di decentramento devono sempre misurarsi con la distribuzione territoriale delle risorse: bisogna finanziare una spesa decentrata grosso modo uniforme (perché mai i fabbisogni di spesa/diritti dovrebbero essere diversi tra le Regioni?) e assicurare ai governi locali entrate sufficienti con tributi locali e trasferimenti perequativi per i territori con minore gettito fiscale. L'attuazione di questo principio cardine del federalismo fiscale, sancito nell'articolo 119 della Costituzione, è impresa ardua. " Il fatto è che, secondo Istat, oggi la spesa pubblica pro capite non solo non è uniforme, ma è superiore nelle regioni tra le più contrarie all'autonomia. Il tutto volendo tacere sull'implicita parz...

Scorie - Il (nauseabondo) marketing DEI

Uno dei paradossi del dogma (perché di quello si tratta) della Diversity Equity and Inclusion è la sostanziale intolleranza verso coloro (e non di rado sono la maggioranza) che non condividono la sue forzate sovrarappresentazioni di minoranze in contesti nei quali, nel mondo reale, la loro presenza è, appunto minoritaria. Al posto della tolleranza e dell'adesione al principio di non aggressione, si vuole imporre a tutti quanti un concetto di inclusione che finisce per generare reazioni allergiche anche in coloro che non hanno nessun pregiudizio nei confronti delle minoranze che il dogma ritnene debbano essere per forza incluse in ogni contesto. E così i fautori del dogma si stupiscono se una maggioranza di persone non gradisce che gli assistenti vocali abbiano una voce "non binaria", ossia non nitidamente da uomo o da donna. Un fenomeno che le Nazioni Unite (e questo dovrebbe far riflettere sull'utilità di questa istituzione) ritengono " una stortura ". Ma i...

Scorie - Il "contributo" che non sarebbe tale

In tempi in cui il governo sta cercando fonti di entrata ipotizzando "contributi" da parte di banche, assicurzioni e aziende partecipate, i vertici dei settori che dovrebbero "contribuire" cercano di schivare il colpo. Comprensibilmente. L'importante è capire come ciò venga fatto. Prendiamo l'associazione delle assicurazioni, l'Ania, che per bocca della presidente Maria Bianca Farina propone al governo di estendere l'obbligo di assicurazione contro catastrofi naturali a tutte le imprese e alle abitazioni private, oltre a imporre assicurazioni sanitarie e adesione a forme di previdenza complementare. Il tutto rappresenterebbe " un contributo del settore assicurativo funzionale ad aumentare la protezione di cittadini nella logica di una partnership che riduca gli impegni futuri di spesa del settore pubblico ." Il ragionamento sottostante è più o meno questo: maggiori coperture assicurative ridurrebbero la spesa pubblica e aumenterebbero il ge...

Scorie - Le (non) opportunità dell'elettrificazione

Il rapporto Draghi sulla competitività dell'Unione europea è stato pubblicato da un mese, e da allora è citato pressoché in ogni articolo o intervento che riguarda le vicende comunitarie. Prima era stato il turno del rapporto Letta. Non è affatto improbabile che l'unico utilizzo di questi rapporti consista nel fornire materiale per articoli e convegni, il che non è detto che sia un male, peraltro. Fatto sta che se si vuole perorare la causa di un rafforzamento delle decisioni basate a Bruxelles, citare il rapporto Draghi è un must, in questo periodo. Lo fanno Riccardo Rovelli e Andrea Tilche dell'Università di Bologna, in un articolo che riguarda la strategia che la Ue dovrebbe darsi per favorire il passaggio all'auto elettrica. Gli autori ricordano che il rapporto Draghi " sottolinea che la transizione energetica, se gestita con intelligenza e tempestività, è soprattutto un'opportunità per la crescita – tutto il contrario che perseguire la decarbonizzazione al...