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Scorie - Tendenze (non) spontanee

"Le Banche centrali, da sempre guardate con reverenza, sono oggi spesso criticate. Ma i tassi a zero non dipendono, come molti credono, dalla politica delle Banche centrali. Il tasso di interesse di equilibrio – quello al quale l'economia spontaneamente tende – non è determinato dalle Banche centrali, ma dalle forze fondamentali che plasmano i livelli desiderati di risparmio e di investimenti." (F. Galimberti) Quanto sostiene Fabrizio Galimberti è il mantra delle banche centrali e dei sostenitori della non dannosità della politica monetaria espansiva da diversi mesi a questa parte. I tassi di interesse sono a zero (o negativi) perché è a quei livelli che " l'economia spontaneamente tende ". Di solito seguono spiegazioni più o meno saccenti e citazioni di studi condotti quasi sempre da banche centrali o da chi beneficia delle loro politiche monetarie (sarà un caso?) che dimostrerebbero la correttezza del mantra. Sta di fatto che nessuno risponde a...

Scorie - Non c'è bisogno di tornare a scuola per fare (altro) debito

"Renzi e Hollande devono dire solo: noi andiamo avanti con le nostre politiche, voi prendete i vostri trattati e tornate a scuola per capire come si gestisce una società moderna." (J-P. Fitoussi) Jean-Paul Fitoussi è tra i tanti economisti (e non solo) che vedono nell'allentamento dei vincoli di bilancio, ossia nel deficit pubblico, la soluzione ai problemi delle economie europee, soprattutto di quelle che ristagnano o decrescono da anni. Si può discutere fin che si vuole sui parametri di deficit e debito fissati per la prima volta nel trattato di Maastricht nel 1992. Resta il fatto che dovrebbe essere il buon senso, prima di un trattato, a rendere evidente che non è facendo nuovi debiti che si può sviluppare un'economia già ingolfata di debito, soprattutto pubblico. Un debito, per inciso, che appare sostenibile solo grazie alla compressione artificiale del suo costo dovuto alla politica monetaria della Bce. Una volta finita (o rallentata) la quale, i nodi...

Scorie - Fare politica

"L'Italia ha una potenzialit à enorme. Noi dobbiamo smettere di rompere le scatole con la burocrazia. Noi dobbiamo semplificare la burocrazia, dobbiamo dare i soldi a chi è bravo, chi non lo è lo aiuteremo. Fare politica è dare una mano a chi è bra vo e aiutare chi non ce la fa." (M. Renzi) Come sempre il presidente del Consiglio cerca di diffondere ottimismo. Lo si può capire, in fin dei conti fa parte del suo ruolo. Magari un po' di sobrietà non farebbe male, perché altrimenti si oltrepassa il confine che separa l'ottimismo dalla cialtroneria. Ognuno può avere una propria idea se Renzi abbia (già da un bel po') passato quel confine. Nel merito delle affermazioni che ho riportato, mi sembra che Renzi stia facendo un discorso da outsider in campagna elettorale. Il fatto è che alloggia a palazzo Chigi da 32 mesi. Indubbiamente scalfire la burocrazia non è compito facile, ma dopo tutti questi mesi sarebbe ora di vedere i risultati dei proclami re...

Scorie - Tra ottimismo e mancanza di realismo

" Il governo italiano stima una crescita dell'1%. Io non sono soddisfatto, è molto di pi ù del 2013 ma ancora troppo poco rispetto alle nostre ambizioni. Non avendo lo spazio sul deficit si fa con quel che si pu ò e 1% è una stima davvero prudente. E' una stima irrealistica? Fmi stima 0,9%. Capisco che vi sia grande ipersensibilità sul tema ma stiamo discutendo di una differenza tra Fmi, che di solito è il pi ù duro, e governo dello 0,1% ." (M. Renzi) Così ha replicato il presidente del Consiglio a chi metteva in discussione la previsione di crescita del Pil nel 2017 sulla base della quale il governo intende impostare la legge di bilancio. Renzi ha scelto come fonte il Fondo Monetario Internazionale perché, in questo caso, si tratta dell'istituzione che ha rilasciato la stima più ottimista dopo quella del governo. Ovviamente ha taciuto in merito alle tante altre previsioni che si attestano tra 0.5 e 0.6 per cento. Premesso che tutte ques...

Scorie - Onore e oneri

"Deve essere un valore servire lo Stato, l'impiegato pubblico deve sentire l'onore del servizio. Va rottamata la filosofia Checco-Zaloniana e sfidare chi lavora con noi, dicendo che devono sentire l'orgoglio di servire il tricolore." (M. Renzi) Così Matteo Renzi, parlando a una platea di sindaci. Suppongo che nessuno si stupisca del fatto che, poco dopo, abbia promesso un concorso per 10mila assunzioni nella pubblica amministrazione. In fin dei conti il 4 dicembre si avvicina. Che dire: al di là di un patriottismo retorico degno di miglior causa, ho l'impressione che il contribuente medio possa nutrire un dubbio, ma anche una certezza. Il dubbio è sull'onore che buona parte dei dipendenti pubblici sente quando è al lavoro. La certezza è che l'onere di chi deve sentire onore è (anche) a suo carico. Non dubito che ci siano tante brave e volonterose tra i dipendenti pubblici. Ciò non toglie che la loro attività sia, di fatto, pagata median...

Scorie - Stime difettose

" Il governo italiano stima una crescita dell'1%. Io non sono soddisfatto, è molto di pi ù del 2013 ma ancora troppo poco rispetto alle nostre ambizioni. Non avendo lo spazio sul deficit si fa con quel che si pu ò e 1% è una stima davvero prudente. E' una stima irrealistica? Fmi stima 0,9%. Capisco che vi sia grande ipersensibilità sul tema ma stiamo discutendo di una differenza tra Fmi, che di solito è il pi ù duro, e governo dello 0,1% ." (M. Renzi) Così ha replicato il presidente del Consiglio a chi metteva in discussione la previsione di crescita del Pil nel 2017 sulla base della quale il governo intende impostare la legge di bilancio. Renzi ha scelto come fonte il Fondo Monetario Internazionale perché, in questo caso, si tratta dell'istituzione che ha rilasciato la stima più ottimista dopo quella del governo. Ovviamente ha taciuto in merito alle tante altre previsioni che si attestano tra 0.5 e 0.7 per cento. Decimali, certo, ma con un ...

Scorie - L'autovalutazione di Obama

"Gli economisti da tempo hanno ammesso che i mercati, lasciati ai loro meccanismi, possono sbagliare." (B. Obama) In un lungo articolo che Repubblica ha tradotto per i lettori italiani, Barack Obama fa una sorta di bilancio del suo doppio mandato. Come sempre in questi casi, ne esce un quadro con più luci che ombre, e le ombre sono addebitate a responsabilità altrui, ossia coloro che non gli hanno lasciato fare quello che voleva. Da questo punto di vista, nulla di cui stupirsi. C'è poco da stupirsi anche nell'apprendere da Obama che gli economisti, soprattutto quelli di cui lui si è circondato in questi anni, sostengano che i mercati " possono sbagliare ". Il fatto è che non esistono entità chiamate mercati che agiscono, bensì individui e imprese che scambiano beni e servizi in base a valutazioni soggettive. L'insieme di quegli scambi volontari dà luogo a un mercato. Considerare "sbagliato" il risultato di scambi volontari solo perc...