Scorie - La situazione non migliora se anche i paradisi diventano inferni

Come è noto, tra i Paesi dell'Eurozona più critici nei confronti dell'Italia per via dei suoi scassati conti pubblici c'è l'Olanda.

I commenti rivolti all'Italia potranno anche infastidire per i toni, talvolta più sprezzanti di quelli usati dai tedeschi, ma il contenuto mette il dito in piaghe purtroppo vere.

Capita quindi che, anche da parte di chi è fortemente critico con il governo in carica, si levino nei confronti dell'Olanda le accuse di essere un paradiso fiscale. Lo ha fatto, da ultimo, Federico Fubini sul Corriere della Sera.

Scrive Fubini:

"Resta però da misurare esattamente il contributo dell'Olanda al risanamento in Europa. Al livello individuale, esso è indiscutibile: il Paese ha un attivo di bilancio e il debito è sceso sotto delle soglie di Maastricht. È però quando si guarda il contributo dei Paesi Bassi al sistema dell'euro che il quadro si fa (quantomeno) ambiguo, perché le politiche dell'Aia non hanno fatto altro che sottrarre surrettiziamente negli anni centinaia di miliardi di base fiscale agli altri Paesi. Agli stessi, per la precisione, ai quali nel frattempo Hoekstra chiede minacciosamente di risanare. Se l'Olanda fosse un'isola dei Caraibi, la si chiamerebbe un «paradiso fiscale». Nel suo rapporto di pochi giorni fa la Commissione Ue scrive con più timidezza: «Le regole fiscali olandesi sembrano essere usate da multinazionali impegnate in strutture di pianificazione tributaria aggressiva»."

Hoekstra è il ministro delle Finanze olandese.

In teoria nulla vieterebbe ad altri Paesi, Italia inclusa, di adottare una fiscalità che faccia concorrenza all'Olanda. In pratica ciò non avviene per via della esuberanza della spesa pubblica e dell'accumulazione di deficit nel corso dei decenni, il cui risultato è un debito pubblico elevato tanto in valore assoluto, quanto in rapporto al Pil.

Prendersela con la "concorrenza" non è il modo migliore per risolvere i problemi. E non c'è dubbio che i pagatori di tasse italiani non avrebbero alcun beneficio se l'Olanda diventasse un inferno fiscale come l'Italia.

L'esperienza dovrebbe avere insegnato che sarebbe illusorio credere il contrario.


 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".

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