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Scorie - Continua ad avere ragione Bastiat

Secondo Paolo Gualtieri, gli economisti hanno " identificato in recenti studi una precisa e statisticamente robusta relazione tra l'andamento di taluni indicatori dello stato di salute dell'economia e le opinioni degli elettori quali emergono dai sondaggi più accreditati ." Un recente studio " mette in relazione l'evoluzione dei giudizi delle principali agenzie di rating e le opinioni degli elettori e, sulla base di un insieme di dati molto ricco, giunge alla conclusione che le condizioni dei mercati finanziari e dell'economia influenzano le preferenze politiche dei cittadini e che questi ultimi puniscono i governi in carica quando il contesto economico è negativo e li premiano quando è positivo ." Partendo da queste premesse, il professor Gualtieri analizza il caso italiano, ricordando che i cittadini " sono divenuti più poveri e temono di impoverirsi ulteriormente: il Pil pro capite che all'inizio del millennio era di circa il 10% inferior...

Scorie - Il sindacalista Joe, che ha causato il problema

I suoi avversari dicono che Joe Biden, per usare un eufemismo, non si più tanto lucido. Non tutti gli ottantenni fanno il presidente di una superpotenza, ma l'impressione che ci siano ottantenni più in forma di Biden mi pare non priva di fondamento. Da ultimo il presidente si è recato a Detroit, patria del settore auto americano, per appoggiare gli operai in sciopero. I quali chiedono un aumento del 40% per far fronte all'inflazione. " Continuate così. Avete diritto a significativi aumenti di paga e a benefit ", ha detto Biden rivolgendosi agli operai con un megafono. Ora, quella che viene definita Bidenomics, ossia una politica fiscale ostinatamente espansiva che fino a un anno fa era abbinata a una politica monetaria ultraespansiva, ha avuto come sgradevole conseguenza la perdita di potere d'acquisto di cui si lamentano le persone che stanno scioperando. Ma quello è solo il problema di oggi. All'orizzonte (e non è un orizzonte molto lontano) c'è l'el...

Scorie - Curb your enthusiasm Giorgia

A un anno dalla vittoria elettorale, tra le altre cose Giorgia Meloni si è detta " fiera " del fatto che " l'Italia cresce più della media europea ". Si tratta di un mantra ripetuto costantemente fin dal suo ingresso a palazzo Chigi e mai aggiornato in base all'evoluzione dei dati, oltre che delle previsioni, per quello che contano. In effetti fino al primo trimestre di quest'anno l'Italia cresceva più della media europea, mentre nel secondo l'affermazione non è confermata dai numeri e non c'è da essere molto ottimisti per il futuro, anche non prendendo per oro colato le aspettative di vari previsori. In sostanza, l'Italia, finito il rigonfiamento da deficit e superbonus vari, sta tornando ad annaspare. In sostanza, l'entusiasmo dovrebbe essere ridimensionato.

Scorie - Tutto è relativo

In un articolo su Bloomberg Opinion dedicato all'idea di dollarizzare l'economia argentina da parte del candidato libertario Javier Milei, Tyler Cowen, che condivide la proposta, osserva che " molti libertari nelgi Stati Uniti non sanno quanto siano fortunati ad averlo. Amano inveire contro la Fed, e alcuni di loro prevedono la scomparsa del dollaro, forse attraverso l'iperinflazione negli Stati Uniti. Quindi un candidato libertario in un altro paese raggiunge un certo consenso, e la sua proposta politica più rilevante è quella di dollarizzare l'economia ." Come lo stesso Cowen ricorda, l'Argentina ha un problema di iperinflazione che non è risolvibile con misure di semplice aggiustamento di quanto fatto finora. L'Argentina quindi potrebbe beneficiare dal rinunciare completamente ad avere un apolitica monetaria "sovrana", come già hanno fatto Panama, Ecuador ed El Salvador. E' fuori discussione che, in termini relativi, il dollaro america...

Scorie - Garanzie = tasse

Negli anni scorsi, soprattutto quando fu decretato il lockdown, fu ampliata fortemente la fornitura di garanzie pubbliche sui prestiti bancari alle imprese. Come sempre, a sud delle Alpi (anche altrove, per la verità) non furono fatte molte riflessioni su ciò che sarebbe potuto accadere. Perché per alcuni debitori le difficoltà si sarebbero rivelate temporanee e la loro attività sarebbe ripresa regolarmente (e producendo utili) una volta terminato il lockdown, mentre per altre le difficoltà sarebbero state irreversibili. Ma quando i governi prendono questi provvedimenti, ciò che si vede è l'aiuto immediato (peraltro il lockdown era stato imposto proprio dal governo); ciò che non si vede, o che non si vuole vedere, è quello che succederà una volta scaduti quei prestiti. Ossia che una parte più o meno consistente non sarà ripagata per intero, rendendo necessaria l'escussione della garanzia a carico, in ultima analisi, dei pagatori di tasse. Se poi si passa da tassi rasoterra a qu...

Scorie - Si scrive capitalismo progressista, si legge socialismo

Chi legge Scorie sa che sono abituato a leggere o sentire cose a me indigeste. Con Joseph Stiglitz di recente sono stato messo a dura prova, nonostante anni e anni di pratica. In quella che è stata definita una lezione tenuta alla Cattolica, ma che in realtà a me è parso un groviglio di giudizi inconsistenti dal punto di vista logico e pure male argomentati, Stiglitz (ri)lancia una idea di capitalismo progressista. Che poi non sarebbe altro che una diversa denominazione di qualcosa che non vuole definire socialismo perché manterrebbe una parvenza di economia di mercato, sempre che il mercato si comporti bene, ossia in linea con ciò che Stiglitz ritiene giusto. Per motivi di spazio, mi limito ad alcune pillole. Sulle esternalità, qui intese solo in senso negativo, Stiglitz porta un paio di esempi, che ovviamente richiedono l'intervento d'autorità da parte dello Stato. " La decisione di alcuni individui di non indossare una mascherina o di non farsi vaccinare aumentava le pr...

Scorie - Palle di neve

Come è (tristemente) noto, uno dei problemi di finanza pubblica in Italia consiste nell'effetto palla di neve negativo, con il rapporto tra debito e Pil che cresce quando il costo del debito cresce più del Pil nominale. Una condizione interrotta brevemente con la fiammata inflattiva e il rimbalzo del Pil posto lockdown, ma che sta ora per tornare di attualità. L'aumento dei tassi di mercato potrebbe portare gli interessi sul debito a circa 80 miliardi nel 2023, a cui l'anno prossimo andranno aggiunti altri 15 miliardi. Il ministro dell'Economia Giorgetti, che si aforza di contenere la furia spendereccia del suo capo partito e di altri esponenti della maggioranza, si è lamentato del fatto che, senza i rialzi dei tassi di interesse, si sarebbero potute ridurre le tasse mentre ora " una manovra di bilancio è stata portata via dalla rendita finanziaria ." Non è proprio così. Se ci fossero stati ancora tassi bassi, come ad esempio nel 2020, si sarebbero certamente ...