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Scorie - Mal (fiscale) comune, nessun gaudio

Una delle cose che mettono d'accordo pressoché tutti coloro che periodicamente chiedono di essere votati è la richiesta di armonizzare la tassazione a livello europeo , ponendo dei limiti minimi. Da ultimo lo ha ribadito anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, secondo il quale " non stiamo parlando di nuove tasse per l'Italia ma al contrario di estensione a livello europeo di misure già esistenti nel nostro ordinamento, per da un lato ridurre la concorrenza sleale e dall'altro rafforzare l'efficacia ." Effettivamente l'Italia è seconda forse solo alla Francia nel fare da apripista in fatto di nuovi balzelli, pestando anche sull'acceleratore di quelli non nuovi. Da anni ha introdotto una tassa sulle transazioni finanziarie che ovviamente ha prodotto un gettito ridicolo e sta premendo per l'introduzione di una "digital tax", nell'illusione che graverà sul Google e società simili e non sulle aziende inserzionist...

Scorie - Lasciate ogni Speranza o voi ch’entrate nell’inferno fiscale italiano

Tra i propositi del ministro della Sanità Roberto Speranza vie è quella di bastonare ulteriormente i cosiddetti ricchi. A proposito di ticket, questo è il suo pensiero: " Il principio che mi ispira è la progressività. Penso che chi come me fa il parlamentare può pagare per una visita specialistica qualcosa in più rispetto a un lavoratore dipendente ." Premesso che il congiuntivo, come spesso accade, è colpevolmente lasciato a riposo da Speranza, ogni consumatore di tasse (tra i quali figurano i parlamentari) in realtà non fa altro che pagare qualsiasi cosa con denaro dei pagatori di tasse. Quanto alla progressività, l'Irpef dovrebbe servire, tra le altre cose, a pagare i servizi pubblici, tra i quali la sanità. Come reso noto di recente da Itinerari previdenziali, gli individui con redditi compresi entro i primi tre scaglioni pagano circa 15.8 miliardi di Irpef, a fronte dei quali ricevono prestazioni sanitarie per 51.2 miliardi. Ciò significa che la progressivi...

Scorie - Il vino è buono, dice l'oste monetario

Intervistato dal Sole 24 Ore, Massimo Rostagno, direttore generale per la politica monetaria alla BCE, ha così respinto le critiche di coloro che ritengono che la politica monetaria sia troppo accomodante: " Per testare l'impatto di quello che è stato fatto sull'economia, bisogna utilizzare modelli macro-econometrici che permettono di rispondere alla seguente domanda: cosa sarebbe successo al Pil, all'occupazione, all'inflazione se la Bce non avesse attivato questi strumenti come ha fatto, con varia intensità, dal 2014? Si immagina un mondo in cui la Bce non avesse messo in atto le misure e si osserva il percorso del Pil e di altre macro-variabili in questo mondo "controfattuale" generato dai modelli. Questi esercizi indicano che il percorso del Pil sarebbe stato più piatto e l'occupazione e l'inflazione molto più basse di quelle osservate in realtà. Un nuovo studio che verrà pubblicato a breve, per esempio, stima che le misure abbiano f...

Scorie - I dinosauri hanno ragione

Qualche giorno fa alcuni ex banchieri centrali e personalità della finanza, soprattutto tedesca, hanno criticato la politica monetaria condotta dalla BCE durante la presidenza di Mario Draghi, che giungerà al termine a fine ottobre. Tra le altre cose è stato osservato che il quantitative easing ha consentito a Paesi molto indebitati di non affrontare il problema e che i tassi negativi pongono seri problemi al funzionamento delle banche e delle assicurazioni. Posizione che trovo sostanzialmente condivisibile. Come sempre il Financial Times è intervenuto a difesa di Draghi, peraltro con un editoriale non firmato, nel quale definisce le lamentele di cui sopra un " ruggito dei dinosauri ". Pare che prima del quantitative easing la politica monetaria fosse " troppo stretta ", per cui " l'Europa di oggi, specialmente la sua gioventù, può ritenersi fortunata ". Il fatto è che dopo oltre un decennio di politiche monetarie ultraespansive (non solo in ...

Scorie - Italia viva (e spudorata)

Matteo Renzi ha scritto al Corriere della Sera per sostenere, in estrema sintesi, che tutti gli altri governanti sono parolai e spendaccioni. Non credo che Renzi predichi dal migliore dei pulpiti, nonostante utilizzi alcuni numeri per giustificare le sue affermazioni. Per esempio, ripete che ha ridotto le tasse, quando sarebbe più corretto dire che a qualcuno le ha ridotte, ad altri le ha aumentate, dato che durante i suoi governi le entrate sono rimaste pressoché costanti in rapporto al Pil e che l'ultimo aumento delle aliquote relative alle imposte su redditi finanziari e dei fondi pensione risalgono al periodo del suo regno, per fare solo un paio di esempi. Renzi afferma poi che " non è pensabile che per diminuire il cuneo si voglia aumentare l'Iva. Aumentare l'Iva per 7 miliardi in cambio di una riduzione del cuneo fiscale per 2.5 miliardi di euro non è un affare: è un autogol ." Dove trovare quindi le risorse, dato che già col deficit aggiuntivo si ...