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Scorie - Sognatori keynesiani fuori dal tempo

Come è noto, l'Italia da ormai oltre due decenni ha quasi ininterrottamente registrato un avanzo primario, ossia un saldo positivo tra le entrate annue e le uscite al netto degli interessi sul debito pubblico. Ciò induce molti a ritenere che la condotta della finanza pubblica sia stata virtuosa e che sia solo per colpa dell'egoismo teutonico se l'Italia continua a essere, con l'eccezione della Grecia, la pecora nera dell'Unione europea e dell'eurozona in fatto di finanza pubblica. Costoro dovrebbero però rendersi conto del fatto che se, nonostante l'avanzo primario costante, l'Italia ha sempre registrato deficit per via di una spesa per interessi più elevata che altrove, ha ben poco senso prendersela con altri. Al più si dovrebbe essere critici con coloro che hanno legiferato e governato negli anni in cui il debito pubblico si è accumulato, mentre non di rado si indicano alcune di quelle persone come eroi nazionali. Né si dovrebbe dimenticare c...

Scorie - Ruocco tra equità e costo zero

Intervistata dal Sole 24Ore, la pentastellata Carla Ruocco mette i puntini sulle i schierandosi a favore della progressività fiscale. " Senza ombra di dubbio tra i difensori della progressività e dell'equità dell'Irpef. È la progressività del prelievo che genera un rapporto fisco-contribuente migliore, anche ampliando le spese da portare in detrazione e deduzione. Con un risparmio anche in termini di contrasto all'evasione. Orientando e monitorando gli oneri deducibili si possono anche realizzare gli obiettivi di politica economica ." Non è affatto detto che la progressività generi un rapporto fisco-contribuente migliore, questo è semplicemente un dogma che molti prendono in quanto tale e taluni cercano di giustificare sostenendo che, essendo decrescente l'utilità marginale, tassando di più i redditi più elevati si rende equo il sacrificio. Il problema, ovviamente, è che l'utilità non è quantificabile in modo oggettivo. Quanto all'ipotesi di ...

Scorie - I soldi dalla crescita che non c'è

Al termine dell'ennesimo vertice con Giuseppe Conte e Luigi Di Maio, Matteo Salvini ha negato che verrà aumentata l'Iva, mentre resta convinto che si introdurrà la flat tax (che flat poi non sarebbe, ma questa è una piccola goccia nel mare di sciocchezze che esce h24 dalle bocche di questi signori). " L'Iva non aumenta, non ci sono tasse sulla casa e non ci sono tasse sui risparmi: i soldi il governo li prenderà dalla crescita perché siamo uno dei paesi migliori al mondo ." Non si capisce bene a quale crescita si riferisca, se perfino il suo stesso governo nel DEF è arrivato ad abbassare la stima per il 2019 allo 0.2%, comprensivo di ben 0.1% di effetto espansivo dalle miliardarie voci di spesa corrente poste in essere per comprare consenso perseguire la giustizia sociale. Anche ammettendo che la crescita nominale arrivasse a quanto ipotizzato dal governo, il maggior gettito potrebbe ammontare al massimo a 7-8 miliardi, che sono totalmente insufficienti...

Scorie - Tridico, il genio del lavoro

Apprendo dall'ANSA che, nel corso di una lezione sulle diseguaglianze nel capitalismo finanziario tenuta alla facoltà di economia della Sapienza di Roma, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico ha sostenuto l'opportunità di ridurre l'orario di lavoro a parità di salario mensile. " Siamo fermi in Italia all'ultima riduzione di orario del '69, non ci sono riduzioni da 50 anni invece andrebbe fatta. Gli incrementi di produttività vanno distribuiti o con salario o con un aumento del tempo libero ." Che questo signore fosse un genio lo si era capito quando suggerì al M5S che il reddito di cittadinanza si sarebbe pagato da solo, dato che sarebbe aumentato il numero delle persone in cerca di lavoro, il che avrebbe aumentato l'output gap e, di conseguenza, sarebbe stato possibile per il governo italiano aumentare il deficit con il consenso della Commissione europea. Come se il deficit, che diventa debito, nessuno lo dovesse pagare né prima né po...

Scorie - Il DEF dei supercazzolari

Pur essendo abituati a produrre supercazzole a raffica in sala stampa (e non solo), al termine del Consiglio dei ministri nel quale è stato dato il via libera al Documento di Economia e Finanza nessun esponente del governo ha voluto incontrare i giornalisti. Pare di capire, però, che pur a fronte di un andamento del Pil per nulla stellare come si intestardivano a ribadire fino a poche settimane fa i firmatari del "contratto per il governo del cambiamento", non vi sia l'ombra di misure correttive, mentre si ripete che non ci sarà l'aumento dell'IVA previsto dalle clausole di salvaguardia (oltre 23 miliardi nel solo 2020) e, anzi, si procederà a ridurre le tasse, con una flat tax che flat in ogni caso non sarebbe. Da dove verrebbero le coperture? Questo si legge, tra le altre cose, nel DEF: " Si continuerà l'opera di revisione della spesa pubblica con l'obiettivo di ridurre il rapporto fra spesa corrente e Pil e di aumentare la spesa per inves...

Scorie - Se calasse l'evasione non calerebbe il debito pubblico

L'Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli effettua spesso degli studi interessanti sulla (cattiva) gestione della finanza pubblica in Italia e smonta diverse boiate economiche che escono dalla prolifica bocca dei firmatari del "contratto per il governo del cambiamento". Non di rado viene evidenziato quale sarebbe stato l'andamento del debito pubblico sotto ipotesi di conduzione diversa della finanza pubblica. In questi casi può capitare, a mio parere, di lasciarsi prendere la mano e finire per fare ipotesi irrealistiche. Per esempio, il Sole 24Ore dà conto di uno studio in base al quale "s e dal 1980 l'Italia avesse ridotto l'evasione di circa un ottavo rispetto a quella effettiva, il debito pubblico sarebbe non più alto del 70% del Pil, ovvero oltre il 60% in meno rispetto al 132% attuale ." Tenendo ferme tutte le altre variabili ciò sarebbe stato possibile, ma si tratta di una ipotesi decisamente poco probabile. In sos...