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Scorie - Sull'indipendenza dei banchieri centrali

Durante la conferenza stampa al termine della riunione di gennaio del Federal Open Market Committee, il presidente della Fed, Jerome Powell, ha così argomentato a chi gli chiedeva dei reiterati attacchi di Donald Trump alla sua persona e, in generale, all'indipendenza della banca centrale: " Lo scopo dell'indipendenza non è proteggere i banchieri centrali o cose del genere, ma semplicemente che ogni democrazia avanzata al mondo ha adottato questa pratica comune. È un accordo istituzionale che ha giovato al popolo, e consiste nell'evitare il controllo diretto dei politici eletti sull'impostazione della politica monetaria. E il motivo è che la politica monetaria può essere utilizzata durante un ciclo elettorale per influenzare l'economia in un modo che sia politicamente proficuo ." Si tratta dell'argomento classico portato da tutti coloro che sostengono la necessità di avere banchieri centrali indipendenti dal potere politico. Posto che si tratta di una ...

Scorie - Le supercazzole sulle potenze intermedie

In molti hanno apprezzato l'intervento pugnace del primo ministro canadese Mark Carney al WEF di Davos, in cui invitava le medie potenze ad allearsi per far fronte all'aggressività non solo commerciale dell'America trumpiana. Per quanto mi riguarda, ho ripensato alle parole di Marsellus Wallace in Pulp Fiction: "L'orgoglio fa solo male. Non aiuta, mai."  Per quanto possano non piacere le parole e le azioni di Trump, occorre essere realisti (anche questo sosteneva Marsellus Wallace nel capolavoro di Quentin Tarantino). E la realtà è che le potenze che Carney invita a coalizzarsi hanno sì forza economica, ma non sufficiente forza militare in confronto agli Stati Uniti (né nei confronti di Russia e Cina). E la forza militare (qui non sto a discutere se sia un obiettivo desiderabile) non si costituisce dall'oggi al domani, né è un pasto gratis. In sostanza, credo sia illusorio pensare di aumentare significativamente la potenza militare mantenendo al tempo stes...

Scorie - La semplificazione che (non) verrà

Come ho osservato altre volte, c'è da avere dei dubbi sul successo del tentativo di semplificazione che l'Unione europea sta faticosamente portando avanti da diversi mesi. Tentativo di correggere l'approccio ecotalebano del Green Deal. Sul tema ho letto un interessante articolo di Marina Castellaneta sul Sole 24 Ore, nel quale viene delineato lo stato dell'arte. L'autrice parla di un quadro " ancora instabile ", nel tentativo di " idurre gli obblighi per le aziende e a rafforzare la competitività senza, però, disarmonizzare il quadro normativo avviato con il Green deal e il pacchetto «Fitfor55». Lasciando in piedi, almeno nella sostanza, i vincoli dei bilanci di sostenibilità ." Castellaneta nota che la " iper-regolamentazione sviluppatasi fino al 2024 ha portato a obblighi di difficile attuazione per le imprese che vedono in questa frammentarietà e complessità un rallentamento per la crescita. Di qui una strada con un percorso scelto dall...

Scorie - I consumatori vogliono dispositivi elettrici a ruote, ma solo con l'incentivo?

Sostiene (come un disco rotto) David Fickling, uno degli ecotalebani che scrivono su Bloomberg, che " gli Stati petroliferi hanno fatto il loro tempo. Il futuro è elettrico ." A riprova del fatto arriva persino a stravolgere la legge della domanda e dell'offerta. Constatando le quotazioni del petrolio, in calo nel corso del 2025 e ora attorno a 60 dollari al barile, dice che l'aumento della produzione da parte dei Paesi OPEC " non ha funzionato ". Come se a seguito di un aumento dell'offerta fosse logico attendersi un aumento del prezzo. Per inciso, Fickling commette lo stesso errore riferendosi al "drill baby drill" trumpiano, quando lo stesso Trump non ha  mai fatto mistero di volere una riduzione del prezzo del petrolio. Al contrario, i metalli usati per l'elettrificazione hanno quotazioni alle stelle. Bontà sua, Fickling riconosce che quei metalli sono usati anche per pa produzione di chips e tutto ciò che ruota attorno alla componente ...

Scorie - Quella teoria non funziona, diciamo

Di recente Elisabetta Piccolotti di AVS (nonché signora del capo dello stesso partito, Nicola Fratoianni) ha difeso il comunismo usando, tra le altre, queste parole: " Il comunismo ha, diciamo, nei suoi obiettivi teorizzati la liberazione delle persone. " Non so se siano ancora i tormenti dovuti al possedere una Tesla del diventato "fascista" Elon Musk, ma la difesa dell'obiettivo "teorizzato" del comunismo da parte di Elisabetta Piccolotti fa acqua, qualunque sia l'approccio assunto per analizzare la questione. Prasseologicamente parlando, la reiterazione da parte dei capi comunisti di azioni che hanno avuto esiti diametralmente opposti alla liberazione delle persone (neppure dal bisogno), per di più in diversi contesti storici, non può che portare a concludere che quello non era un obiettivo. Oppure che la teoria è del tutto sbagliata. La stessa conclusione la si raggiunge adottando l'approccio della mera verifica empirica dei postulati teori...

Scorie - Contro Città 30 una non vittoria al Tar

Il Tribunale amministrativo regionale dell'Emilia Romagna ha accolto un ricorso presentato da tassisti contro il Comune di Bologna per la (demenziale) istituzione di "Città 30", ossia l'imposizione generalizzata del limite di velocità di 30 chilometri orari sulle strade urbane. Matteo Lepore, sindaco della città e fautore della (demenziale) "Città 30" non intende arrendersi: " La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma una cosa importante: la funzione pianificatoria del Comune sui limiti di velocità. La Città 30 quindi andrà avanti. " Temo che Lepore abbia ragione, nel senso che il Tar contesta la genericità della pianificazione comunale, non l'assurdità del limite. In altri termini, specificando i motivi strada per strada il piano può essere ripresentato senza essere nuovamente bocciato.  Questioni sostanzialmente burocratiche, appunto. Con il conto a carico sempre dei pagatori ...

Scorie - Curb your enthusiasm Lara

 Torno su un tema di cui mi sono occupato lo scorso maggio perché riguarda il Nepal, che frequento da venticinque anni. Scrivendo su Bloomberg un classico articolo di fine anno, come sempre dedicato all'ambientalismo in chiave ecotalebana, Lara Williams ricorda il decennale dell'Accordo di Parigi del 2015. Williams vuole vedere il bicchiere mezzo pieno, quindi scrive, tra le altre cose: " Oltre il 70% dei veicoli a quattro ruote per passeggeri importati in Nepal lo scorso anno erano elettrici e l'adozione di questi veicoli sta contribuendo a ridurre la crisi dell'inquinamento atmosferico di Kathmandu, che ha causato quasi il 19% di tutti i decessi nel 2021 ." Posso confermare che, da dopo il Covid, ho visto di anno in anno un aumento del numero di veicoli elettrici in Nepal, per lo più a Kathmandu. E prendiamo pure per buono il dato citato da Williams relativo al flusso. Il fatto è che l'incidenza sullo stock di veicoli in circolazione è ancora molto limi...