mercoledì 15 giugno 2016

Scorie - Pari opportunità toponomastiche

"E' giunto il tempo di dare alle donne quello che è delle donne. I candidati sindaci e le candidate sindache tengano a mente anche il bisogno di rivedere la toponomastica delle città, che oggi vede solo il 4% delle strade intitolate a donne, peraltro quasi sempre sante. Eppure l'Italia ha prodotto tante altre donne meritevoli di essere ricordate in tanti ambiti."


(L. Boldrini)
 
Quando il femminismo e il politicamente corretto si incontrano, non può che uscirne qualcosa di patetico. Solitamente la "presidenta" della Camera è politicamente corretta, il che è già piuttosto patetico di suo; quando a ciò unisce il femminismo la cosa non può che peggiorare.
 
Già il fatto che parli di donne "prodotte" dall'Italia come se si trattasse di beni usciti dal ciclo produttivo di un'azienda rappresenta a mio parere un gol nella propria porta, soprattutto per una che ha la fissa dell'uso di termini che non urtino la sensibilità altrui. Ma a parte questo, non credo che le pari opportunità toponomastiche siano la principale preoccupazione della maggioranza delle donne italiane (e voglio sperare che non lo siano nemmeno per una sparuta minoranza). Men che meno spero lo siano per i (neo)sindaci.
 
Dubito anche che i misogini di ogni dove siano preoccupati dall'avvento delle pari opportunità toponomastiche. Anzi, uscite come questa della "presidenta" non possono che portare acqua al loro mulino.
 
 
 
 
 
 


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