mercoledì 28 settembre 2016

Scorie - Olimpiadi diffuse? No, grazie

"Il no di Roma mi è dispiaciuto molto, io avevo proposto di fare le Olimpiadi diffuse, in varie città d'Italia, così non si sarebbero dovuti fare grossi investimenti."
(R. Prodi)



Contrariamente a Romano Prodi, io non sono per nulla dispiaciuto del fatto Roma non sarà tra le candidate a ospitare le Olimpiadi del 2024. Con ogni probabilità si tratta dell'unica cosa che mi vede d'accordo con le decisioni prese dal M5S, ancorché per motivi (almeno in parte) diversi dai loro. Così come la decisione di Mario Monti nel 2012 di evitare candidature italiane per le Olimpiadi del 2020 fu una delle poche cose che trovai condivisibili della sua azione di governo.

Personalmente ritengo che il motivo fondamentale per non candidarsi a ospitare eventi come le Olimpiadi sia evitare la proliferazione di una già elefantiaca spesa pubblica, l'unico dato certo in questi casi.

Il fatto poi che vi siano diffusi fenomeni criminali attorno all'organizzazione di eventi del genere è un'aggravante, ma credo sia sbagliato considerarlo il motivo determinante per opporsi al progetto.

Né la soluzione potrebbe essere quella ipotizzata da Prodi, perché ciò non farebbe altro che moltiplicare la spesa e tutto il resto. L'ultima volta che si è organizzato un evento "diffuso", i mondiali di calcio del 1990, le cose non andarono benissimo, per usare un eufemismo.

Più in generale, lo Stato non dovrebbe essere organizzatore di alcunché. Le manifestazioni sportive e le infrastrutture a esse connesse dovrebbero essere organizzate e finanziate solo da privati, mediante investimenti volontari. Non con i soldi delle tasse pagate anche da chi non ha alcun interesse nella manifestazione.

Che gli investimenti siano "grossi" o meno, non è fondamentale. Ciò che conta è chi li effettua e come vengono finanziati.
 
 
 
 
 


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