mercoledì 25 luglio 2018

Scorie - Non voglio pagare la macchina (elettrica) altrui




Provando di superare se stesso ogni giorno, Luigi Di Maio ha prospettato forti incentivi all'auto elettrica. D'altra parte, sostiene il bisministro:

"Vengo da Pomigliano che è stata la città della Fiat, oggi lo è un po' di meno".

E se continuerà a esserci gente come lui, secondo me lo sarà ancora di meno in futuro.

Ma il nostro paladino delle energie pulite finanziate dai pagatori di tasse, fa questa lucida analisi della situazione:

"Assistiamo ad una riduzione sempre più dei volumi di produzione nel settore dell'auto, e questo vuol dire rischio di perdita di posti di lavoro".

Ecco quindi la soluzione:

"Perché non far rinascere gli stabilimenti del Sud intorno all'auto elettrica che rappresenta la sfida dei prossimi anni?"

Già, ma chi mette i soldi? Gli viene chiesto se potrebbero esserci incentivi. Quasi ovvia la risposta:

"Ben vengano…possiamo mettere molti soldi".

Almeno avesse il pudore di dire: possiamo mettere molti dei vostri soldi o, ancora più precisamente, molti soldi dei pagatori di tasse.
Che magari dell'auto elettrica fanno volentieri a meno e, in ogni caso, preferiscono non dover incentivare i consumi o gli investimenti altrui.

Io sono uno di quelli, per esempio.
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".


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