giovedì 7 giugno 2018

Scorie - Il peggio sembra proprio non avere limiti




Mentre parlava a nome del governo per il quale chiedeva la fiducia del Senato, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha fatto riferimento allo spread, che nel frattempo stava salendo di 30 punti base rispetto al giorno precedente.

"Non facciamo dello spread il nostro vessillo anche perché dietro lo spread si nasconde la speculazione finanziaria."

Sarebbe ripetitivo in questa sede ricordare che tutti sono tecnicamente degli speculatori, anche quando fanno la spesa al supermercato.

Di certo in Italia c'è l'abitudine (non solo da parte di persone ignoranti di questioni economiche e finanziarie come Conte, i suoi mandanti e gran parte degli elettori di costoro) ad attribuire una connotazione negativa alla speculazione, ovviamente quando questa è al ribasso (in termini di spread, al rialzo). Nel qual caso si ricorre a ogni tipo di cospirazionismo.

Salvo poi non considerare frutto di speculazione i movimenti rialzisti (in termini di spread, al ribasso): in quel caso si tratta del frutto della "credibilità" di chi governa. Tutto abbastanza puerile, nella migliore delle ipotesi.

Sta di fatto che quando ci si appresta a governare con il proposito di aumentare la spesa pubblica e ridurre le tasse, quindi con la prospettiva di fare un maggior ricorso al debito che già oggi vede il Tesoro chiedere oltre 400 miliardi all'anno a chi compra i titoli di sua emissione, è bene tenere presente che la strategia di abbaiare contro la speculazione è tafazziana.

Considerando la professione del neo presidente, si direbbe una strategia processuale destinata alla sconfitta. Oltre tutto costui si è autoproclamato avvocato difensore del popolo senza avere il mandato di tutti, mentre a pagare il conto non saranno, ahimè, solo i suoi mandanti. Anzi.

Se il buongiorno di vede dal mattino, si confermerà presto valido l'assunto che non c'è limite al peggio.
 
 
 
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".


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