venerdì 11 maggio 2018

Scorie - Rimpiangereste Marte



 
Supponete di essere un marziano appena arrivato sul pianeta Terra e di essere approdati proprio in Italia, che dall'alto dei cieli vi incuriosiva per la sua forma a stivale. Supponete che il primo contatto con la realtà del pianeta avvenga sentendo queste parole pronunciate da Stefano Fassina, deputato di LeU e già viceministro dell'Economia (sic!) nel governo guidato da Enrico Letta.

"La povertà e il numero di famiglie in totale assenza di lavoro, in particolare per il Mezzogiorno, continuano a aumentare. E' la conseguenza di un'agenda di politica economica, in linea con la linea liberista dell'Ue e dell'eurozona, da lungo tempo orientata verso gli interessi più forti. E' necessaria e urgente una profonda discontinuità."

Discontinuità rappresentata da un aumento del deficit per investimenti pubblici e sostegno al reddito, un classico di ogni sinistrorso (e non solo, ahimè). Ma non è di questo che voglio occuparmi.

Sentendo una dichiarazione del genere pensereste di essere capitati in un Paese in cui lo Stato non interviene, non tassa (o lo fa in modica quantità), non redistribuisce, non ficca il naso ovunque.

Poi, però, vi capiterebbe di imbattervi nella miriade di balzelli, imposizioni e divieti che ci sono in Italia, molti peraltro di origine comunitaria, e comincereste ad avere dei dubbi.

E se vi capitasse di imbattervi anche nei numeri di finanza pubblica e di constatare che lo Stato spende il 49% del Pil e che il debito pubblico supera il 130% del Pil, probabilmente giungereste alla conclusione che, se uno che dice cose come quelle che avete sentito da tale Fassina è parlamentare, significa che siete finiti in un posto messo molto male.

Rimpiangereste subito Marte. E non potrei darvi torto.
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".

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