giovedì 31 maggio 2018

Scorie - La stupidità della moneta intera




Il prossimo 10 giugno in Svizzera si terrà un referendum sull'iniziativa denominata "Per soldi a prova di crisi: emissione di moneta riservata alla Banca nazionale!" (Iniziativa Moneta intera). In base ai sondaggi pare che prevarrà il NO.

L'intenzione dei promotori sarebbe quella di far sì che le banche commerciali non possano più creare moneta in regime di riserva frazionaria. Tutta la moneta sarebbe emessa unicamente dalla banca centrale, ossia la Banca Nazionale Svizzera.

Probabilmente la proposta sarà bocciata per i motivi sbagliati. Secondo gli oppositori, infatti, "un cambiamento così radicale del sistema monetario comprometterebbe la stabilità e la reputazione della piazza finanziaria svizzera."
Credo che il problema non sia quello. Il fatto è che se la banca centrale non ha alcun limite all'emissione di moneta (anche'essa creata dal nulla), l'unico cambiamento rischia di essere nell'intermediazione delle banche commerciali, senza necessariamente ridurre l'emissione di moneta dal nulla.

La banca centrale diverrebbe monopolista non solo nell'emissione di moneta, ma, nei fatti, anche nella concessione di credito bancario, pur se veicolato ai richiedenti tramite le banche commerciali. E ovviamente non avrebbe alcun limite all'emissione di moneta destinata all'erogazione di credito.

Probabilmente (ma non è una certezza) la quantità di credito diminuirebbe, ma il problema dei sistemi monetari fiat non sarebbe risolto. La riserva frazionaria è certamente una parte del problema, ma lo è non di meno la possibilità della banca centrale di emettere in regime monopolio tutta la moneta che vuole, per di più trattandosi di moneta a corso legale.

Quindi mi pare che l'unica cosa intera sia la stupidaggine di chi ha promosso il referendum.
 
 
 
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".


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