martedì 8 maggio 2018

Scorie - The (bad) conscience of a liberal (49)




Il Sole 24Ore ospita con una certa frequenza le traduzioni dei post che Paul Krugman scrive nel suo blog sul New York Times, il giornale per antonomasia dei left liberals americani (e non solo). Non mi è chiaro il motivo per cui ci si riferisca a Krugman come economista, dato che di economia (intesa come disciplina) non c'è quasi nulla in quello che scrive.

Generalmente si tratta di invettive contro l'amministrazione Trump e i repubblicani, considerati responsabili di qualsiasi cosa di brutto accada al mondo, probabilmente includendo anche eventuali guasti agli elettrodomestici di casa sua.

Nell'ultima puntata tradotta, Krugman se la prende con le conseguenze dei tagli fiscali, che a suo dire colpiscono gli insegnanti.

Secondo il nostro, ecco come funziona il sistema statunitense.

"Per capire come sono arrivati a questo punto, bisogna sapere cosa fa lo Stato in America con i soldi delle tasse. Il Governo federale è fondamentalmente una compagnia di assicurazione con un esercito: tutto quello che non è spesa militare è assorbito in gran parte da pensioni e sanità. Le amministrazioni statali e gli enti locali, invece, sono fondamentalmente un distretto scolastico con una forza di polizia. Più della metà dei dipendenti di Stati ed enti locali lavora nella scuola; gli altri per lo più in servizi di protezione come polizia e vigili del fuoco."

Ed ecco il problema.

"Cosa succede quando la destra intransigente prende il controllo di uno Stato, com'è successo in gran parte del Paese dopo l'ondata del Tea Party nel 2010? Quasi invariabilmente fa approvare tagli delle tasse su larga scala. Normalmente questi tagli vengono accompagnati dalla promessa che la minore imposizione fiscale darà una grossa spinta all'economia statale. Questa promessa, però, non viene mai – e quando dico mai intendo dire mai – mantenuta: l'immortale fede della destra nei benefici dei tagli alle tasse rappresenta un caso eclatante di trionfo dell'ideologia sull'evidenza del contrario."

Intende dire mai, ma non porta mai dati a supporto. E parla come se fosse un osservatore imparziale della realtà, il che è semplicemente falso.

"Quello che fanno i tagli alle tasse è ridurre le entrate, mettendo in crisi le finanze statali. La larga maggioranza degli Stati ha leggi che impongono il pareggio di bilancio. Questo significa che quando le entrate fiscali crollano, i conservatori alla guida di molti Stati non possono fare quello che Trump e i suoi alleati in Congresso stanno facendo a livello federale, cioè limitarsi a lasciar crescere il deficit di bilancio, e sono costretti a tagliare le spese."

Meno male che ci sono regole che impongono il pareggio di bilancio, dato che i deficit devono essere pagati prima o poi da qualcuno.

"E data la centralità dell'istruzione nei bilanci di Stati ed enti locali, a farne le spese sono gli insegnanti. Come fa un Governo a risparmiare soldi sull'istruzione? Può ridurre il numero degli insegnanti, ma questo significa classi più numerose. Può tagliare, e ha tagliato, i programmi per gli studenti con necessità specifiche: ma anche tralasciando la crudeltà di una misura del genere, il risparmio è minimo. Idem per politiche di riduzione dei costi (trascurare la manutenzione delle scuole, economizzare sul materiale scolastico), costringendo molti insegnanti a integrare di tasca propria l'inadeguatezza dei fondi. Perciò quello che fanno le amministrazioni statali repubblicane è principalmente spremere gli insegnanti stessi. Insegnare ai ragazzi non è mai stato un modo per arricchirsi. Tuttavia, era un mestiere che ti faceva rientrare nel ceto medio. Ma in gran parte del Paese non è più così. Ormai siamo al punto che gli insegnanti guadagnano il 23% in meno degli altri laureati. Contemporaneamente, sono peggiorate le indennità. I docenti sono costretti ad accollarsi una quota crescente dei premi dell'assicurazione sanitaria, e questo è un onere gravoso, considerando che i loro stipendi reali sono in calo."

Posto che nulla impone a una persona di fare un determinato lavoro, è evidente che se devono essere ridotte delle spese si incida (anche) sulla voce principale. L'alternativa sarebbe imporre più tasse anche a chi non fruisce di determinati servizi.

Ciò detto, Krugman, che non a caso Nassim Taleb inserisce tra gli "Intellectuals Yet Idiots", dovrebbe chiedersi come mai una moltitudine di persone sia disposta a indebitarsi pur di frequentare scuole e università private. Per esempio Princeton, nella quale Krugman stesso insegna, e che tra costi di iscrizione e accessori comporta esborsi nell'ordine di 75-80mila dollari annui (a tale proposito, se il debito fosse meno facile probabilmente ci sarebbe meno inflazione anche su queste università).

Io mi limito a chiedermi cosa spinga una persona a indebitarsi per andare a lezione da questo signore.
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".


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