lunedì 28 maggio 2018

Scorie - Anche PaP nel prossimo contratto di governo sovranista?




Ho recentemente appreso dall'ANSA che Maurizio Acerbo è segretario nazionale di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea ed esponente di Potere al Popolo.

Questo signore ha affermato, tra le altre cose:

"La reiterazione delle politiche di rigore non ha fatto che impoverire e rendere più ingiusto il paese. Lo stesso debito pubblico è aumentato grazie a queste ricette di austerità neoliberista. In queste settimane come Rifondazione Comunista e Potere al popolo stiamo raccogliendo le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dal Coordinamento per la democrazia costituzionale, per cancellare la follia del pareggio di bilancio dall'articolo 81 della Costituzione, modifica che fu introdotta nel 2012."

C'è un problema con questa dichiarazione: ha un pessimo rapporto con la realtà.

Se si parla di austerità (neoliberista) in un Paese in cui negli ultimi anni si è ridotto l'avanzo primario di fatto spendendo diversamente ben oltre la compressione della spesa per interessi di circa 20 miliardi annui ottenuta grazie al Qe della BCE, significa che non si ha contatto con la realtà, o che non la si comprende. E questo, stando ai risultati elettorali e ai sondaggi, pare ahimè essere lo stato in cui versa la maggior parte degli elettori che votano.

Se, poi, si crede che il problema sia il pareggio di bilancio previsto dall'articolo 81 della Costituzione, anche in questo caso va notato che gli escamotage per non perseguirlo ci sono e sono utilizzati a piene mani, dato che nessun bilancio è mai stato chiuso in pareggio (neppure strutturale, ossia al netto degli effetti di ciclo economico e una tantum, concetti piuttosto arbitrari e utili a non raggiungere un pareggio effettivo). Tra l'altro il vincolo dovrebbe prevedere anche un limite alla spesa pubblica, perché altrimenti le tasse non caleranno mai.

Ma lo scontro con la realtà è anche un altro: ipotizzando la rimozione del vincolo del pareggio dall'articolo 81, il deficit deve essere finanziato da qualcuno. Suppongo che il passo successivo per Potere al Popolo sarebbe far monetizzare il deficit dalla Banca d'Italia.

Giusto per assomigliare di più a qualche paradiso socialista sudamericano.
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".


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