giovedì 5 aprile 2018

Scorie - Legalità e legittimità non sono la stessa cosa




Intervistato da Repubblica, Franco Bernabè, manager con diverse esperienze nel settore pubblico e in quello privato molto regolamentato (ossia a più stretto contatto col settore pubblico), ha fatto questa affermazione in merito alla capacità degli Stati di imporre regole alle grandi imprese che operano via internet:

"Per il momento sono più forti loro, ma occorre ricordare che lo Stato ha sempre il monopolio dell'uso legittimo della forza e quando la sensibilità sociale su questi temi sarà più elevata non mancherà di esercitarla."

Bernabè confonde il concetto di legittimità con quello di legalità. Quel monopolio nell'uso della forza non ha mai avuto origine pacifica nella storia, e ciò che oggi è codificato in costituzioni e provvedimenti legislativi (ossia è legale) è frutto a sua volta dell'uso della forza.

Non basta la legalità di un atto a renderlo legittimo. Al tempo stesso, molti comportamenti legittimi possono risultare (pro tempore) illegali.

In certi casi la legalità rende non punibili determinati atti illegittimi in base all'agente. In sostanza, lo Stato riserva ai membri del suo apparato di compiere atti che sono illegittimi se compiuti da qualsiasi altro individuo.

Ma ciò che è illegittimo dovrebbe esserlo a prescindere dall'agente.
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".


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