giovedì 29 marzo 2018

Scorie - La rivalutazione della campagna acquisti




Come cambiano le cose in poche settimane. Da sempre fautori del vincolo di mandato, gli esponenti del M5S tacciavano addirittura di camorrismo coloro che pensavano di far entrare nei propri gruppi eventuali parlamentari usciti dal M5S stesso.

In febbraio, Luigi Di Maio scriveva che quello sarebbe "un atteggiamento peggiore della Camorra: perché poi gli atteggiamenti mafiosi si riversano in queste pratiche."

Passa un mese, il suo movimento prende il 32% dei voti e, dovendo cercare supporto per raggiungere una maggioranza di governo, adesso è il capo politico Di Maio che apre le braccia per accogliere deputati o senatori eletti con altri partiti.

Ovviamente purché costoro siano immacolati, abbiano alle spalle al massimo un mandato elettivo, sottoscrivano il codice etico e anche li statuto che prevede la famosa multa da 100mila euro se chi chiede ospitalità decida un domani di tornare sui suoi passi o venga espulso.

Se quella era camorra, questo cosa sarebbe?
 "Se io domenica mattina vado a votare - ha sottolineato il Cardinale- è perché sono convinto che esista un bene comune che riguarda te, riguarda tutti noi. Siamo un 'noi' di cui dobbiamo tenere conto. E mi fa paura, invece, questo atteggiamento individualistico, in fondo, di non scegliere. E, poi, quante nazioni ci sono nel mondo dove non si vota, dove c'è una testa che ha già pensato tutto... In fondo noi viviamo in una democrazia... E' un valore aggiunto anche la democrazia. In democrazia senti cose dritte, senti cose storte, senti cose che condividi e non condividi... Certamente tutti abbiamo il dovere di informarci, di farci una coscienza. Il voto è esprimere un giudizio".


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