giovedì 1 febbraio 2018

Scorie - Le lagnanze della presidenta


Se fossi donna, mi infastidirebbe il femminismo di Laura Boldrini, essendo nella migliore delle ipotesi controproducente. Da uomo, mi limito a trovarlo tanto ridicolo quanto anacronistico.
Ecco cosa ha affermato la "presidenta" (ancora per qualche settimana) a proposito delle atlete
"E' vero, ed è scandaloso: le atlete vengono discriminate rispetto ai colleghi maschi sia in termini di garanzie, sia di tutele e anche dal punto di vista retributivo. Ho incontrato formazioni femminili che lamentavano di non avere alcuni tipo di sostegno, neanche per andare a giocare le partite dovendo prendere le ferie. Ci sono discriminazioni evidenti."
Molto semplicemente, in diverse discipline sportive il giro d'affari è superiore (spesso molto superiore) nel caso dei tornei/campionati maschili rispetto a quelli femminili. Questo giustifica le differenze, al netto dei piagnistei boldrineschi.
Prova ne sia che in talune attività (per esempio nella danza) non mi risulta che ci sia la discriminazione di cui parla la presidenta. Per non parlare del mondo della moda: le modelle sono pagate mediamente molto più dei modelli.
In linea generale, nulla impone a qualsivoglia individuo di praticare uno sport a livello professionistico o semiprofessionistico. Se lo sport non procura soddisfazioni economiche, chi lo pratica può sempre decidere di smettere o di farlo solo come hobby. Viceversa, se contonua significa che ritiene comunque preferibile fare sacrifici senza grandi ritorni economici piuttosto che fare il dilettante.
Trovo anacronistiche affermazioni come quella di Boldrini nel 2018, a maggior ragione se riferite al mondo dello sport. D'altra parte, è coerente a quanto ci è toccato sentire negli ultimi 5 anni…

Nessun commento:

Posta un commento