martedì 16 gennaio 2018

Scorie - (In)credibilità




Riferendosi all'azione dei governi di cui ha fatto parte, Pier Carlo Padoan ha affermato:

"Nel corso della legislatura che si va esaurendo l'Italia è stata messa in sicurezza: la ripresa economica si è rafforzata e il ritmo di crescita ha raggiunto quello di altri Paesi europei, il rapporto debito-Pil si è stabilizzato e nel 2015 ha fatto registrare una flessione per la prima volta dopo sette anni di crescita ininterrotta, il rapporto deficit-Pil è in costante contrazione contribuendo alla credibilità internazionale che si traduce in minore spesa per interessi."

Quanto alla ripresa economica, Padoan omette di ricordare che la crescita del Pil italiano resta circa un punto percentuale inferiore alla media europea.

In merito alla stabilizzazione del rapporto tra debito e Pil, è evidente che si sarebbe dovuto in realtà assistere a una sua discesa, considerando la compressione della spesa per interessi (circa 20 miliardi annui) dal 2014 in poi.
Contrazione, peraltro, riferendosi alla quale Padoan inverte il nesso causale. E' il deficit che si è ridotto grazie alla minore spesa per interessi, nonostante la crescita di altre voci di spesa corrente per fini essenzialmente elettorali (in Italia una qualche competizione elettorale c'è ogni anno). Deficit che, in realtà, è sceso meno di quanto ogni anno il governo promettesse nel Documento di Economia e Finanza.

E la minore spesa per interessi la si deve non già alla "credibilità internazionale", quanto al Quantitative easing della BCE. Se fosse una questione di credibilità del governo, lo spread tra il rendimento dei BTP e quello dei titoli di Stato tedeschi sarebbe andato costantemente diminuendo da quando Padoan è al governo (prima con Renzi, poi con Gentiloni).

Al contrario, quando il Qe della BCE ha tolto pressione ai rendimenti e, invece di approfittarne per sistemare il bilancio, Renzi e soci hanno preferito iniziare a chiedere "flessibilità", ossia lo spazio per fare più deficit, lo spread ha ripreso a risalire. Per ora nulla di drammatico, ma non si direbbe che ciò sia una attestazione di maggiore "credibilità".

L'Italia non è affatto in sicurezza: se si toglie la droga monetaria il rischio che il debito riprenda a gonfiarsi è più che concreto.
 


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