mercoledì 15 novembre 2017

Scorie - La verità




Come già in passato, anche quest'anno la legge di bilancio non rispetta gli impegni assunti con l'Unione europea, nonostante la "flessibilità" già concessa in termini di deficit. In estrema sintesi, ci sono sempre differenze tra i saldi stimati dal governo e quelli stimati dalla Commissione europea, oltre alle stime sull'andamento del Pil, solitamente più ottimiste dalle parti di Roma.

La manovra non sarà bocciata, ma il giudizio definitivo sarà rinviato alla prossima primavera, quando presumibilmente la Commissione chiederà una manovra correttiva, per ora stimata in 3.5 miliardi. Con ogni probabilità sarà una delle prime cose di cui dovrà occuparsi il prossimo governo.

Jyrki Katainen, vice presidente della Commissione, ha detto senza mezzi termini che "la situazione in Italia non sta migliorando, la sola cosa che posso dire è che tutti gli italiani sanno qual è la situazione… dobbiamo essere onesti, dobbiamo far sì che i cittadini conoscano la situazione attuale, però dobbiamo essere onesti specialmente in Paesi che vanno alle elezioni, la gente merita di conoscere la situazione per decidere liberamente ciò che vuole decidere."

Purtroppo credo che la maggior parte di coloro che votano siano piuttosto ignoranti sulla "situazione", se riferita ai conti pubblici e previdenziali, su cui pure in questi giorni tanto si sta facendo per peggiorare le cose. Il tutto perché sono nettamente minoritarie le voci di coloro che mettono in evidenza i problemi reali di finanza pubblica, mentre a livello politico la tendenza a calciare avanti il barattolo negando l'evidenza è una specialità.

Il sottosegretario Sandro Gozi ha risposto piccato: "Noi la diciamo sempre la verità agli italiani". Se così fosse, però, non ci sarebbe ogni anno la necessità di correggere le manovre di bilancio, né ci troveremmo, dopo oltre due decenni, a ritoccare in continuazione il sistema pensionistico, senza andare alla radice del problema, ossia smontare il sistema a ripartizione, che rende tutta la previdenza pubblica né più né meno che uno schema Ponzi.

La verità probabilmente fa male, ma prendersela con Katainen, che ha detto una cosa sostanzialmente ineccepibile, non è una soluzione.


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