mercoledì 29 marzo 2017

Scorie - Il problema non si risolve con un (nuovo) piano




A una domanda relativa al Monte dei Paschi di Siena, che ha chiesto l'aiuto di Stato prima di Natale e, dopo tre mesi, non si sa ancora come andrà a finire, Valdis Dombrovskis, vicepresidente lettone della Commissione europea, ha risposto così:

"Ne ho appena parlato con Padoan e con Fabio Panetta della Banca d'Italia. Il lavoro avanza, abbiamo reso chiare le condizioni per una ricapitalizzazione precauzionale. Ora tutto sembra sui binari. Manca giusto un piano di ristrutturazione di Mps."

Negli ultimi anni MPS ha prodotto più piani che affari, ogni volta su richiesta della vigilanza della BCE. Un lavoro che, oltre ad assorbire una quantità di risorse umane notevole, è già costato diverse decine di milioni in consulenze varie.

Un'ottima notizia per i consulenti che hanno lavorato alla predisposizione di tutti questi piani; molto meno che ottima per azionisti e creditori di MPS, oltre che per i dipendenti e i contribuenti, che alla fine dovranno sopportare il rischio (e il più che probabile onere netto) della ristrutturazione.

Ogni volta sono centinaia di pagine e numeri che non hanno alcuna reale attendibilità, non tanto per l'incapacità di chi li predispone, bensì per la fallibilità stessa del concetto di pianificazione. E' già pressoché inattendibile un budget con proiezione di alcuni mesi, figuriamoci un piano che pretende di quantificare delle grandezze di bilancio con proiezione a 3-5 anni.

Eppure la constatazione che ogni piano si rivela inadeguato dopo pochi mesi non fa mettere in discussione lo strumento, bensì induce il regolatore a chiedere un nuovo piano. Che non risolve i problemi, ma di sicuro aumenta i costi.

Geniale.


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