giovedì 9 febbraio 2017

Scorie - Spendere, il verbo preferito da chi governa



"La spesa per interessi si è ridotta nell'ultimo anno di 17 miliardi di euro, equivalenti a un punto di Pil: spendere risorse è preferibile che pagare interessi sul debito."
(P. C. Padoan)

Nell'affermazione di Padoan che ho riportato c'è l'essenza della mentalità tipica di chi governa e di ogni economista keynesiano.

Più volte ho notato che il governo Renzi ha sprecato la possibilità di iniziare a ridurre il debito pubblico evitando di spendere in altro modo le somme risparmiate alla voce interessi passivi per via delle politiche monetarie espansive della Bce.

Non solo quei circa 20 miliardi sono stati spesi diversamente, per lo più con provvedimenti tesi a coltivare il consenso elettorale; Renzi ha anche insistito per ottenere quella che lui definiva "flessibilità", ossia la possibilità di fare altro deficit. Flessibilità di cui pagheremo il conto tra non molto.

Spendere per distribuire mance più o meno consistenti è sicuramente un'attività appagante per chi governa, certamente più che pagare interessi sul debito. Il problema, però, è che così facendo non solo non si riduce il debito, ma si tratta come se fosse strutturale una riduzione di spesa per interessi che, viceversa, non lo è, aumentando al tempo stesso voci di spesa che poi non si ha la volontà politica di ridurre una volta che gli interessi tornino a crescere in modo più o meno "sgarbato", come ha detto Padoan riferendosi al recente riaccendersi dello spread.

E' per quello che poi, quando serve una manovra correttiva, la parte del leone la fanno gli aumenti di tasse.


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