martedì 18 ottobre 2016

Scorie - Fare politica

"L'Italia ha una potenzialità enorme. Noi dobbiamo smettere di rompere le scatole con la burocrazia. Noi dobbiamo semplificare la burocrazia, dobbiamo dare i soldi a chi è bravo, chi non lo è lo aiuteremo. Fare politica è dare una mano a chi è bravo e aiutare chi non ce la fa."
(M. Renzi)



Come sempre il presidente del Consiglio cerca di diffondere ottimismo. Lo si può capire, in fin dei conti fa parte del suo ruolo. Magari un po' di sobrietà non farebbe male, perché altrimenti si oltrepassa il confine che separa l'ottimismo dalla cialtroneria. Ognuno può avere una propria idea se Renzi abbia (già da un bel po') passato quel confine.

Nel merito delle affermazioni che ho riportato, mi sembra che Renzi stia facendo un discorso da outsider in campagna elettorale. Il fatto è che alloggia a palazzo Chigi da 32 mesi. Indubbiamente scalfire la burocrazia non è compito facile, ma dopo tutti questi mesi sarebbe ora di vedere i risultati dei proclami renziani sulla burocrazia. Se qualcosa è migliorato, ho l'impressione che non se ne sia accorto nessuno.

Quanto al "dare i soldi a chi è bravo" e "aiutare chi non ce la fa", io credo che non dovrebbe essere compito della politica. I soldi a chi è bravo li devono dare coloro che volontariamente acquistano i beni o servizi derivanti dalla bravura in questione, mentre chi non ce la fa dovrebbe essere aiutato altrettanto volontariamente.

Il tutto perché né Renzi, né chiunque altro governante dà a chi è bravo o a chi non ce la fa il proprio denaro, bensì quello di persone dalle quali lo estorce mediante la tassazione.

Il problema è che nella semplificazione della burocrazia i risultati non si vedono, mentre a dare soldi altrui a destra e a manca sono tutti campioni. Questo, in fin dei conti, è fare politica.
 
 
 


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