venerdì 16 settembre 2016

Scorie - Forever bancomat

"Se il Sì al referendum vince, una delle conseguenze è che ci sarà un risparmio importante perché si ridurranno gli stipendi dei consiglieri regionali, si elimineranno i rimborsi ai gruppi al Senato e che oggi prendono il Pd, i Cinque stelle, Forza Italia. Ci sarà un fondo di 500 milioni di euro che sarà messo a disposizione delle nuove povertà. Prima i cittadini, dalla benzina alle sigarette, erano considerati i bancomat dei politici. Se passa il referendum la cinghia la stringeranno i politici. Capisco che la gente mi dica: come sei demagogico. Ma se 500 milioni dalla politica passano alla povertà, sono più contento."
(M. Renzi)



Intervenendo a Uno Mattina, Matteo Renzi ha perorato la causa del Sì al referendum sulla riforma costituzionale.

Renzi quantifica il risparmio in 500 milioni, cifra a dire il vero ritenuta ampiamente esagerata da più parti. A me non interessa, però, discutere sull'ammontare, bensì sulla destinazione di quel denaro. E il ragionamento varrebbe anche se fossero 500 euro invece di mezzo miliardo.

In realtà non dovrebbe esserci alcun fondo per fare questa o quella spesa, ancorché annunciare un fondo "a disposizione delle nuove povertà" suoni bene per chi cerca consenso. Il fatto è che quei soldi dovrebbero semplicemente essere lasciati nelle tasche dei legittimi proprietari mediante una (vera) riduzione delle tasse. Costoro sarebbero, così, liberi di utilizzarli come meglio credono, magari anche facendo beneficenza.

Quanto al fatto che i cittadini siano considerato "i bancomat dei politici", purtroppo non c'è un prima e un dopo l'avvento di Renzi. Ahimè i cittadini continuano a essere trattati come bancomat, e anche la storia di quello che Renzi definisce fondo a disposizione delle nuove povertà ne è la conferma.

Non si tratta di demagogia. Quella sarebbe roba da ridere…
 
 
 
 


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