mercoledì 24 agosto 2016

Scorie - Con la lungimiranza M5S le cose potrebbero davvero peggiorare

Quando uno si imbatte nelle dichiarazioni di un esponente del Movimento 5 Stelle su faccende economiche e monetarie si rende conto che, rispetto alla situazione attuale, esistono, per quanto ciò sia deprimente, dei margini di peggioramento.

Prendiamo, per esempio, Carlo Sibilia, deputato M5S e membro del cosiddetto direttorio. In merito a debito pubblico e moneta, ecco il suo punto di vista (che suppongo sia condiviso dai suoi colleghi):



"L'Italia è strozzata da un debito pubblico a quota 2.200 miliardi. Non possiamo accettare che continui ad aumentare all'infinito perché lo dobbiamo a un gruppo di banche private che possono acquistare titoli di Stato".

Il debito pubblico, in realtà, non è dovuto solo a "un gruppo di banche private" (e porrei l'attenzione sull'aggettivo "private", perché pare essere il vero problema, secondo M5S), bensì anche a una moltitudine di risparmiatori, direttamente o attraverso fondi di investimento, fondi pensione e polizze assicurative.

Questo non significa che non si debba ridurre, ma anche nell'ipotesi più estrema, ossia il suo azzeramento mediante bancarotta, bisogna capire cosa si farebbe dopo. Posto che a subire perdite non sarebbero solo le odiate "banche private", bensì, direttamente o indirettamente, la quasi totalità di risparmiatori e cittadini, l'abbattimento del debito ha senso solo se avviene nell'ambito del ridimensionamento del raggio d'azione dello Stato.

Questo, però, non pare essere l'obiettivo del M5S che, al contrario, è spesso contro ogni forma di privatizzazione e non pensa affatto a ridimensionare il ruolo dello Stato. Lamentarsi che i soldi spesi per pagare interessi sul debito non possono essere destinati a welfare o altri servizi pubblici significa solo voler sostituire una voce di spesa con un'altra, e questo ha una sgradevole conseguenza: una volta abbattuto il debito, nel giro di alcuni anni tornerebbe a essere accumulato.

Anche perché i costosi programmi del M5S non possono essere finanziati, se non per una parte marginale, con la pur lodevole riduzione degli stipendi dei parlamentari.

In merito alla moneta, ecco il punto di vista si Sibilia sulla BCE: "un privato che decide la quantità di euro che circola: la cessione è di fatto un prestito agli Stati a zero tassazione per i privati che la emettono. Io vorrei che l'Italia iniziasse a riassicurare il primato della politica sulla gestione economica".

Posto che la BCE non è "un privato", la soluzione ai problemi del sistema monetario attuale non passano certo dal "primato della politica sulla gestione economica". Al contrario, togliere la politica monetaria alla BCE avrebbe senso solo abolendo il monopolio dell'emissione di moneta e la politica monetaria stessa. Dovrebbero proprio essere i "privati" a decidere la quantità di moneta, euro o altro che fosse.

Quello che auspica Sibilia (una banca centrale che sostanzialmente prende ordini dal Tesoro) è già stato provato per secoli, e ha sempre portato a disastri monetari, a maggior ragione in un sistema di monete fiat (e dubito che il M5S sia favorevole a un sistema di hard currency).

M5S sarebbe infatti anche favorevole a introdurre una nuova moneta (fiat, ovviamente), per risolvere i problemi di competitività e debito. In sostanza, sarebbe un default sotto altre spoglie, con l'inflazione ad alleggerire il peso del debito.

E a chi fa notare a Sibilia che assomiglia a quello che ha fatto l'Argentina dopo il default del 2001 senza migliorare le cose, ecco la replica:

"L'Argentina ha insistito con le stesse politiche senza adattarsi agli scenari mutati. Per farlo servono forze libere e governanti lungimiranti. E occorre prima di tutto uno Stato efficiente: è una sfida e siamo pronti per affrontarla".

Come no: tutto sta nell'avere "governanti lungimiranti", e ovviamente loro sono sicuri di esserlo. Ma chiunque si accinge a governare è sicuro di essere lungimirante, perché fa coincidere la lungimiranza con il proprio punto di vista. Peccato che nessuno sia onnisciente e che, come sostenne Lord Acton, "il potere tende a corrompere; il potere assoluto corrompe assolutamente".

Le cose potrebbero davvero peggiorare.
 
 
 
 
 


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